Un referendum li sommergerà

Un referendum li sommergerà

La Costituzione italiana prevede a livello nazionale la sola possibilità di referenda abrogativi ma a livello regionale, provinciale e comunale possono essere previsti (ed in molti casi già lo sono) i referenda propositivi con o senza quorum. Tra le prime Regioni in Italia a prevedere la possibilità dello strumento referendario propositivo, fu  la Valle d’Aosta e proprio tra pochi giorni, il 18 novembre, in Valle d’Aosta si potrà votare il referendum sulla proposta di legge regionale di iniziativa popolare n. 177/XIII recante “Modificazione alla legge regionale 03.12.2007 n. 31 (Nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti)” pubblicata sul Bollettino Regionale il 16.8.2011. Nello specifico, la proposta di legge approdata al referendum dopo la conclusione dell’iter procedurale previsto dall’art. 13 della Legge regionale del 25 giungo 2003, si propone di sostituire il comma 5 dell’art. 7 della Legge Regionale 3 dicembre 2007, n. 31che così recita:

Nella gestione del ciclo dei rifiuti urbani, la Regione persegue criteri di economicità, efficienza ed efficacia e di tutela della salute e dell’ambiente.

Con il seguente:

In considerazione delle ridotte dimensioni territoriali della regione e dei limitati quantitativi di rifiuti prodotti, in conformità agli obiettivi di cui all’art. 10, comma 1, al fine di tutelare la salute e di perseguire criteri di economicità, efficienza ed efficacia, nel ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani e dei rifiuti speciali non pericolosi, non si realizzano né si utilizzano sul territorio regionale impianti di trattamento a caldo, quali incenerimento, termovalorizzazione, pirolisi o gassificazione

Se vincessero i sì e la proposta di legge di iniziativa popolare fosse approvata, si porrebbe la pietra tombale sul progetto di costruzione di un pirogassificatore nell’area di Brissogne, dove esiste l’attuale discarica a cielo aperto, fortemente contrastato dall’Associazione Valle Virtuosa ma soprattutto si creerebbe un precedente eccezionale, come giustamente rileva il Presidente quarantennale della Regione Valle d’Aosta Rollandin che, consapevole di questo, ha rivolto un appello al ministro Clini dai toni decisamnte allarmati, in cui tra l’altro, recita testualmente

 “Ci pare rilevante sottoporre alla Sua attenzione il fatto che se il referendum dovesse avere esito positivo per i proponenti, si affermerebbe il principio che a livello regionale su iniziativa referendaria si può arrivare a bandire una modalità di trattamento dei rifiuti rispetto ad altre, con un effetto domino le cui conseguenze nazionali sicuramente non Le sfuggiranno. Siamo per questo a chiederLe un incontro urgente al fine di valutare congiuntamente le possibili precauzioni da intraprendere”.

Siamo d’accordo con il Presidente Rollandin. La vittoria del referendum ed il conseguente blocco della costruzione del pirogassificatore, costituirebbe un precedente pericolosissimo: la volontà popolare si sostituirebbe alle logiche speculative di pochi e potrebbe venire in mente a qualcuno di esportare l’esperienza di democrazia diretta realizzato in Valle d’Aosta in altre realtà italiane. Proprio per questo ci dobbiamo impegnare a pubblicizzare il più possibile quanto sta succedendo e quanto succederà nei prossimi giorni, al fine di neutralizzare il più possibile le congiunte possibili precauzioni da intraprendere chieste da Rollandin al governo.

p.s.. Il Consiglio regionale del Lazio con la riforma dello statuto del 2004, ha inserito nella propria carta fondamentale lo strumento del referendum propositivo che, nello specifico, per essere ammesso, deve essere approvato con la maggioranza qualificata dei due terzi dei consiglieri di almeno dieci Consigli comunali rappresentativi di almeno cinquantamila elettori.

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