Autocandidatura Giuseppe Strano

Autocandidatura Giuseppe Strano

Sono residente nel Lazio, non ho mai fatto parte di nessuno dei partiti della “casta” da sempre. Sono stato tra i fondatori della RETE DEI CITTADINI di cui sono stato tra i candidati alle regionali del 2010.

In gioventù ho vissuto la stagione del ’68 nelle formazioni studentesche e poi extraparlamentari da cui mi sono poi definitivamente allontanato a metà degli hanni 80. Avevo infatti dolorosamente sperimentato la presenza al loro interno degli stessi meccanismi di potere e degli stessi appetiti, che si pretendeva di combattere nei partiti (DC, PSI, PRI, PCI…) da parte dei pur piccoli lider e incaricati vari. Incoerentemente si arrivava a giustificarli e persino a utilizzarli, poichè i fini erano migliori di quelli degli altri.   Nel 91 ho cominciato a conoscere e anche liberamente elaborare, l’idea della demcorazia diretta, come l’unica capace di contenere l’inevitabile istinto umano di acquisire potere e usarlo per fini personali, anche quando questo potere deriva dalla delega democratica dei cittadini che si dovrebbero rappresentare.

Nel ’95 ho fondato (insieme ad altri cittadini) la Associazione Democrazia Diretta, credo la prima associazione italiana che si richiamasse esplicitamente alla democrazia diretta. L’associazione ha poi dato origine al movimento politico dei Democratici Diretti che ha aderito, tra le altre associazioni e movimenti, alla RETE DEI CITTADINI nel 2010.

Benchè combatta da anni per la vera democrazia, che è esercizio attivo della sovranità, la mia battaglia non è fine a sè stessa. Io voglio la democrazia perchè vorrei un mondo più giusto, più armonico, più felice. E credo che l’unica speranza che l’umanità ha di liberarsi dalla schiavitù determinata dall’egoismo di una minoranza di esseri umani che di umano hanno poco, sta in un sistema di governo che sia reale e diretta espressione dell’insieme degli esseri umani.
Mi preme dire qui che ciò che dobbiamo conquistare è “semplicemente” la sovranità sulla nostra vita che non è mai stata nelle nostre mani, ma che ultimamente è stata sostituita da una condizione di servitù e sfruttamento senza ritegno. Il che significa sovranità politica, economica (e quindi sopra tutte la sovranità monetaria), territoriale (per la gestione armonica delle risorse limitate del pianeta), militare (per avere autonomia e proteggere la nostra e altrui libertà), psicologica (attraverso una sana crescita e una istruzione non dogmatica), alimentare (perchè sia possibile una vita sana e senza sprechi) e tutte le altre forme che può assumere la Sovranità, che è capacità e libertà di decidere e agire. La mia enfasi sulla sovranità politica deriva dal fatto che, nel nostro sistema socio-economico, la sovranità politica ha l’ultima parola sulla strutturazione delle altre forme di sovranità.

Se volete conoscere meglio il mio pensiero potete sfogliare il mio blog.

Non ho precedenti procedimenti penali in corso.

Non spendo qui parole sul “mio” programma. Il “mio” programma è il programma della RETE DEI CITTADINI. E, per dirla tutta non mi piace la personalizzazione della politica, che ritengo un male, non un bene. Tuttavia, stante le nostre attuali istituzioni, anche con tutte le innovazioni e i “paletti” che la RETE sostiene e realizza, è giusto che i candidati siano noti e si facciano conoscere, perchè buona parte della possibilità di partecipazione che noi vogliamo garantire almeno a tutti i cittadini sostenitori della RETE, dipenderà anche dalla onestà e volontà dei candidati stessi quando saranno eletti.

Di seguito le dichiarazioni di presentazione della candidatura come richiesto dalla RETE DEI CITTADINI e in aggiunta come la intendo io.

Come richiesto da RDC:

Io sottoscritto Giuseppe Strano nato il 25/09/1953 a Catania, propongo la mia candidatura per la lista RETE DEI CITTADINI che si presenterà alle prossime elezioni regionali del Lazio.

Dichiaro che rispetterò il manifesto di RETE DEI CITTADINI e che farò tutto quanto in mio potere per perseguire gli obiettivi dichiarati dal programma, consultando, tutte le volte che sia possibile, l’assemblea della lista.

Mi assumo l’impegno morale e politico che, qualora eletto, rimetterò il mio mandato al giudizio dell’assemblea qualora si verificassero mie oggettive inadempienze nell’azione amministrativa o palesi scostamenti rispetto al manifesto e al programma.

Come intesa da me, in aggiunta a quanto sopra:
Le regole e le condizioni seguenti sono quelle che credo ogni candidato dovrebbe sottoscrivere e seguire. Questo perchè io intendo il ruolo di rappresentante come servizio teso a rappresentare la volontà dei cittadini e non la volontà dell’eletto. Benchè, per la natura delle attuali istituzioni, l’eletto avrà cmq ampio margine di manovra non per questo il potere che deriva dal suo ruolo è arbitrariamente suo. Nella vera democrazia il potere che gli è delegato appartiene ai cittadini. Per questo dobbiamo fare il massimo sforzo perchè il controllo di questo potere rimanga nelle mani dei legittimi proprietari,  i quali, se lo ritengono, devono avere sempre la possibilità dell’ultima parola decisiva. Questo non deve realizzarsi solo attraverso la revoca del mandato nel caso in cui quel potere venga usato male dall’eletto, ma pensando il ruolo di eletto tendenzialmente come strumento perchè la volontà dei cittadini si realizzi nel corso della legislatura, consentendo ad ogni cittadino rappresentato l’opportunità di esprimere direttamente la propria volonta, in ogni occasione sia possibile e lo ritenga opportuno.  A questo tendono le seguenti  condizioni che dichiaro di rispettare in aggiunta a quelle richieste esplicitamente da RDC. E per questo uno dei punti di programma che ritengo qualificanti sia la modifica dello statuto regionale così da introdurre il referendum deliberativo (non solo abrogativo) a iniziativa popolare e la revocabilità dei mandati, così che la democrazia possa estendersi anche al di fuori di RDC a tutti i cittadini del Lazio.
Le condizioni sono espresse in modo che valgano, anche nel caso non vincessi le primarie e fossi quindi “solo” candidato consigliere.
Se risultassi eletto come presidente della regione, la prima cosa che comunque proporrei a RETE DEI CITTADINI è di vincolare il mio voto (vedi condizioni politiche)  alla volontà di TUTTI i cittadini del Lazio, estendendo quindi la mia rappresentanza non solo agli elettori della RETE DEI CITTADINI.

Condizioni generali:

Le seguenti condizioni e regole che seguirò,  possono essere mutate dalla volontà della maggioranza semplice dei sostenitori della Lista Elettorale  (Assemblea della Lista) composta dai cittadini sottoscrittori della Lista RETE DEI CITTADINI e  da coloro i quali saranno da loro in ogni momento ritenuti ufficialmente tali).

Nel caso non volessi aderire alle nuove norme che potessero essere decise, mi dimetterò dalla carica elettiva da me occupata. Lo stesso se dovessi dimettermi dalla associazione RETE DE CITTADINI.

Nel caso in cui la maggioranza dei sostenitori lo decidesse io  rimetterò immediatamente la mia carica elettorale. A sostegno di questa condizione firmo contestualmente due lettere di dimissioni dall’incarico con la data in bianco che verranno consegnate ad un delegato della Lista che la depositerà presso un notaio deciso dai sostenitori.

Condizioni economiche:

Lo stipendio che, se eletto, richiedo di percepire è quello corrispondente al mio attuale rapporto di lavoro come dirigente psicologo di primo livello, regolato dall’ultimo CCNL dei lavoratori della sanità , comprensivo di tutte le condizioni relative a ferie (eventualmente non godute per ragioni di servizio) o prestazioni straordinarie (se necessarie per ragioni di servizio).

Ogni introito che riceverò in ragione della mia carica elettorale, che superi quanto sopra, sarà devoluto a un fondo fondo economico di Lista.

Il fondo economico di Lista sarà gestito dai sostenitori della lista elettorale, i quali, in caso di elezione, mi comunicheranno il numero del C/C su cui far versare ogni introito. Io comunicherò il mio numero di C/C su cui i sostenitori mi verseranno lo stipendio da me richiesto.

    Condizioni politiche:

Se eletto, mi considererò rappresentante dell’insieme dei cittadini che sostengono la Lista tramite la quale sono stato eletto, e come tale agirò comunque in tutte le occasioni in modo da rappresentare al meglio i sostenitori della Lista tramite la quale sono stato eletto.

In ogni singola occasione derivante dal mio incarico, sempre esprimerò il mio voto, o mi asterrò,  in conformità alla volontà dei sostenitori votanti. Il primo atto che compirò sarà quello di dichiarare al consiglio la natura del mio mandato presentando l’intervento che i cittadini sostenitori della Lista mi consegneranno.

Nel caso le attività che mi venissero richieste dai cittadini sostenitori della Lista, fossero in tale contrasto con le mie convinzioni e principi da impedirmi di assolverle, allora mi dimetterò dalla carica elettiva da me occupata.

Espressione del voto

Il mio voto (favorevole, contrario o astenuto) in Consiglio verrà espresso secondo quanto segue:

Ogni sostenitore esprimerà la volontà che il mio voto sia a favore, o contrario, o astenuto.

Nel caso fossi il solo eletto nella lista voterò secondo come la maggioranza dei sostenitori si è espressa per il voto a favore, a sfavore o per l’astensione

Nel caso di più di un eletto io e gli altri eletti  esprimeremo il nostro voto secondo il metodo strettamente proporzionale alle volontà espresse dai sostenitori votanti col metodo dei resti.
Esempio: fatti 100 i votanti, con 74 voti a favore e 26 contrari –> con 1 eletto, il quorum è 100. Nè quella a favore nè quella contraria raggiungono il quorum e la decisione viene determinata dai “resti” cioè 74 contro 26 e quindi l’unico eletto voterà a favore;–> con due eletti il “quorum per eletto è 50 voti, quindi con 74 voti a favore si avrebbe un quorum pieno(50 voti) a favore e 24 voti di resto, laonde per cui per il secondo eletto ci sarebbe una maggioranza opposta essendo (0 quorum) il resto di 26 per la decisione contraria; con tre eletti il quorum e di 33,33 e la decisione a favore avrebbe 2 quorum (66,66) col resto di 7,33 e qundi il terzo eletto voterebbe contrario…. e così via….

Ogni sostenitore, per le occasioni in cui non partecipa direttamente, può decidere di delegare il proprio voto ad un delegato scelto tra tutti i sostenitori. In questo caso il sostenitore verrà conteggiato come sostenitore votante e il suo voto verrà espresso dal suo delegato.

Condizioni tecniche

Le operazioni di diffusione ai sostenitori delle informazioni relative alle decisioni cui parteciperò per effetto del mio ruolo saranno effettuate a cura dei sostenitori della Lista organizzati secondo principi democratici direttamente stabiliti dai firmatari.

Accettazione e liberatoria.

Io sottoscritto

(cognome) ………………………………………………………………………………………….

(nome)…………………………………………………………………………………………………

nato a ………………………………………………………………. il ………    ……….    ………………….

residente in ………………………………………………………………………………..CAP…………………

(via, piazza…)……………………………………………………………………………..N. ………………….

di professione……………………………………………………………………………………………………..

 

mi impegno a rispettare le soprascritte condizioni generali, economiche, politiche e tecniche.

 LIBERATORIA *

Sono consapevole che questo impegno non è legalmente impugnabile, ma costituisce comunque solenne impegno personale e politico verso i sostenitori, rotto il quale sarò degno di disistima e potrò da loro essere pubblicamente chiamato “bugiardo” e “traditore”.

Firmato: ……………………………………………………………………….. Data………………………………………..

____________________________________________________________________

*Diversamente dalle condizioni sopradescritte la liberatoria ha anche un valore legale. Ciò garantisce che nel caso le condizioni non siano rispettate e chi le firma sia apostrofato pubblicamente come “bugiardo e traditore”, l’autore degli epiteti non può essere chiamato in tribunale a risponderne.

ALTRI MATERIALI
Lettera di dimissioni in bianco

Pagina di candidatura del 2010

Share Button

Discussione (0)

Non ci sono ancora commenti per questo documento.

L'invio dei commenti è stato disabilitato per questo documento.