99% TEMPO DI RESISTERE

99% TEMPO DI RESISTERE

PER DIFENDERE LA NOSTRA SOVRANITÀ DOBBIAMO ORGANIZZARE LA RESISTENZA CIVILE.
PACIFICA E DEMOCRATICA MA LUCIDA E DETERMINATA. ORA.

L’attuale sistema economico internazionale è dominato dalla finanza.

Le élite, rese ricche e potenti da quel sistema, stanno perdendo il consenso democratico che era basato su una informazione distorta e su falsi miti.

Hanno bisogno di trasformare la loro ricchezza di carta nel nostro patrimonio pubblico e nella nostra ricchezza privata, prima che svanisca nel nulla.

Useranno anche da noi strumenti a loro congeniali: FMI, BCE, MES. Li stanno sperimentando e preparano il terreno.

Per resistere, ci poniamo tre obiettivi immediati:

1) Selezionare cittadini esperti in grado di imporre alla Troika ed al MES le nostre soluzioni negoziali su due punti fondamentali:
– Riforma del sistema finanziario che ha creato il problema
– Definizione delle nostre condizioni per il servizio del debito pubblico

2) Costituire il movimento di resistenza dei Cittadini Sovrani che ha come obiettivo quello di vincere le prossime elezioni politiche.
E’ fondamentale una alleanza elettorale aperta ma basata sulla condivisione del contenuto della proposta politica e sulla selezione trasparente dei candidati.

3) Invitiamo tutti a farci riconoscere: appendiamo ai balconi delle nostre case un panno bianco con la sola scritta: 99%.
Siamo puliti e non ci faremo sporcare da infiltrazioni di sorta. Non ci faremo confondere da falsi colori.

Leggete il documento integrale:

https://www.facebook.com/groups/251576831610964/doc/251578701610777/

99% CITTADINI SOVRANI

Tre mosse per riprenderci la nostra sovranità

 

 

Lo Scenario

 

Tutto cambierà nei prossimi mesi. Lo avvertiamo sulla nostra pelle.

 

Apriamo gli occhi e prepariamoci a resistere.

 

La concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi trae origine dalla riforma strisciante del sistema bancario divenuto privato e infiltrato dalla finanza internazionale negli ultimi trent’anni. E’ utilizzato per  sottrarre risorse all’economia reale per convogliarle sui mercati finanziari.Qui lievita una ricchezza di carta che rende felici pochi e sempre più disperati tutti gli altri.

 

Ha prodotto un sistema disumano e insostenibileDobbiamo con forza rifiutarlo!

Fare economia: significa utilizzare in maniera efficiente le risorse scarse. E’ possibile e liberatorio.

 

Fare business è diventata la negazione dell’economia. Oggi vuol dire: produrre, consumare, buttare…il più in fretta possibile. In nome del profitto.

 

Il lavoro è stato, per un breve periodo, strumento per l’affermazione della dignità umana. Oggi si è ridotto ad un mero elemento di costo che la competizione impone solo di abbattere.

 

Le classi dirigenti che dal sistema traggono i maggiori benefici e ingiusti privilegi, hanno accumulato un potere enorme, con il quale sono disposte a mandarci in rovina, pur di mantenere in vita il sistema.

 

Il sistema bancario ha il cancro: si chiama finanza (per approfondimenti: https://www.facebook.com/notes/guido-grossi/il-sistema-bancario-ha-il-cancro/380290498695998).

 

Chi ci governa in Italia e in Europa, non vuole assolutamente risolvere il problema. Gli fa comodo e lo vuole rafforzare, proponendo un sistema bancario europeo.

 

L’obiettivo è chiaro: chiedono a noi di salvarlo.

 

Ci stanno proponendo di trasferire a carico dei bilanci pubblici degli Stati  le perdite provocate dagli investimenti sbagliati delle banche private sui mercati finanziari. Questo provocherà nuovo debito pubblico proprio mentre ci impongono di tagliarlo!

 

Le mosse sono sempre più sfacciate perché le élite hanno capito che il tempo stringe: recessione, precarietà, peso del debito estero brutalmente reclamato con l’impennata dello spread, stanno facendo salire la consapevolezza. L’inganno è scoperto!

 

La classe media si sente tradita. Le piccole e medie imprese non hanno possibilità di ripresa. Cresce l’incertezza fra le professioni, i manager, i colletti bianchi.

 

Le classi più deboli sono spinte alla rivolta. Disoccupazione, precariato, diminuzione del sostegno pubblico e aumenti delle tasse. Tutti effetti noti e prevedibili provocati dalle  manovre degli ultimi governi.

 

Prima di perdere privilegi e potere, le élite stanno trasferendo il potere decisionale dagli stati alle istituzioni sopra nazionali dell’Unione Europea: sono meno trasparenti e già le controllano.

 

Hanno bisogno di accelerare la crisi tramite una recessione indotta e, se necessario, la strategia della tensione, per indurre i cittadini spaesati a “cedere sovranità”.

 

E’ inevitabile: arriverà la Troika e il nuovo MES a “salvarci”, quando lo spread salirà ancora.

 

Per consentire alle élite di trasformare la ricchezza di carta prodotta sui mercati finanziari in beni reali a tangibili. Hanno adocchiato le nostre case, i nostri terreni, i gioielli, le aziende… Le nostre aziende pubbliche e i beni culturali. L’enorme ricchezza privata ed il patrimonio pubblico degli Italiani.

 

Sanno che perderanno le prossime elezioni. Per questo hanno bisogno di farlo quanto prima, per imporci, come hanno fatto in Grecia, ancora tasse cieche ed ingiuste sulla popolazione; tagli piatti ai servizi sociali compresi quelli essenziali; licenziamenti massicci nel pubblico impiego; privatizzazioni dei servizi pubblici; vendita delle aziende di stato; vendita del patrimonio pubblico.

 

Famiglie e Stati nel momento della difficoltà… Non devono forse svendere ?

 

 

PER DIFENDERE LA NOSTRA SOVRANITÀ POPOLARE E NAZIONALE DOBBIAMO ORGANIZZARE LA RESISTENZA CIVILE.

 

PACIFICA E DEMOCRATICA. LUCIDA E DETERMINATA.

 

ORA.

 

L’azione

 

Dall’ 8 settembre al 25 aprile. Ci faremo sentire. E vedere.

 

Donne e uomini che hanno a cuore libertà e legalità, giustizia e solidarietà: Cittadini Sovrani determinati a difendere il diritto irrinunciabile all’autodeterminazione;

 

Mondo del lavoro: lavoratori dipendenti, disoccupati e lavoratori autonomi. Uniti contro il comune nemico dell’economia reale: la finanza;

 

Associazioni, movimenti, liste civiche genuine e aggregazioni della società civile che si riconoscono nei valori della solidarietà, della responsabilità, della giustizia sociale;

 

Dimostriamo, insieme, la nostra determinazione a non lasciarci portare via i nostri patrimoni ed il più importante dei nostri beni comuni: la democrazia.

 

In maniera pacifica ma determinata.

 

Usiamo questo tempo per prepararci bene e per diffondere l’iniziativa.

 

I tre obiettivi:

 

1) Costituzione di una commissione di cittadini esperti in grado di imporre alla Troika ed al MES le nostre soluzioni negoziali. Come ha fatto l’Islanda, non le lasceremo gestire alla stessa classe dirigente che ci ha condotto al disastro.

 

Si raccolgono candidature di persone competenti e disponibili a discutere la messa a punto delle seguenti misure:

 

A) Riforma radicale del sistema bancario e finanziario che ha creato il problema.

 

– Recupero immediato della sovranità monetaria; se l’Unione Europea sarà intelligente e disponibile a rivedere nell’immediato la funzione della BCE, rendendola prestatrice di ultima istanza e quindi garante del servizio del debito pubblico dei paesi membri, bene; altrimenti dovrà essere avviato da subito il ritorno alla creazione di una moneta nazionale;

– Nazionalizzazione delle principali banche;

– Separazione del credito commerciale dalla finanza;

– Ristrutturazione del credito commerciale;

– Disciplina, liquidazione e marginalizzazione della finanza: parassita inutile e pericoloso.

 

B) Definizione delle condizioni per il servizio del debito pubblico.

 

– L’Italia non è sull’orlo del fallimento. E’ una potenza economica assolutamente in grado di onorare i propri impegni con le proprie risorse. Intendiamo farlo, ma le condizioni le dettiamo noi.

– il peso sarà distribuito nel tempo e sui più forti. Le condizioni devono diventare coerenti con i fondamentali del paese. Sicuramente migliori di quelle di quei paesi che presentano una situazione debitoria totale del settore pubblico e privato molto più grave, e che grazie ai meccanismi della finanza ed alle illusioni di una informazione distorta pagano tassi irrisori sui titoli di stato a lunga scadenza.

– Per sottrarci dal ricatto deve essere favorito il trasferimento dei titoli del debito dai portafogli degli investitori esteri a quelli del sistema Italia: famiglie, imprese, banche pubbliche e locali; Lo Stato dovrà garantire che in caso di default verranno privilegiati i titoli posseduti dal sistema Italia e, al suo interno, quelli posseduti da famiglie ed imprese.

– Deve essere avviata una analisi del debito pubblico, della sua genesi e della sua gestione per individuare i veri responsabili. Farli pagare per gli errori commessi.

– Per garantire la sostenibilità sociale e l’equità verrà riformato immediatamente il sistema fiscale con una drastica semplificazione. Saranno sollevate le fasce meno tutelate della popolazione e la produzione reale di piccola e media dimensione. Il peso sarà spostato sulle fasce più agiate e sui grandi potentati economici, nazionali ed internazionali che operano nel nostro paese. Pagheranno come e più degli altri;

– Va avviato il controllo dei movimenti di capitale e riviste le relazioni con i paradisi fiscali, perseguendo con fermezza e decisione quanti, tradendo l’interesse della nazione, hanno evaso ingiustamente le tasse esportando capitali illegittimi nei paradisi fiscali.

 

2) Costituzione del movimento di resistenza dei Cittadini Sovrani che ha come obiettivo quello di vincere le prossime elezioni politiche.

 

Chi aspira ad ottenere una qualche rappresentanza in Parlamento non ha capito il momento in cui viviamo. Si vince o si muore.

 

Non c’è tempo per costruire un soggetto politico che per quanto ben strutturato sia in grado di aggregare tutte le forze sane del paese nei pochi mesi rimasti.

 

C’è però il tempo per definire il percorso di una alleanza elettorale aperta a quelle forze.

 

Una buona alleanza elettorale. Seria. Che non sia una ammucchiata, può essere definita solo sulla condivisione del contenuto della proposta politica e sulla scelta dei candidati.

 

Solo la conoscenza diretta sul territorio a livello comunale e circoscrizionale consente di individuare e scartare con fermezza i tentativi di infiltrazione da parte delle mafie, delle massonerie, dei sicuri tentativi di riciclo da parte di appartenenti alla vecchia classe dirigente. Permette di selezionare una nuova classe di rappresentanti la cui caratteristica principale e riconosciuta deve essere l’onestà e la competenza e che dovrà sentirsi al servizio della volontà collettiva. A questa vincolata, innanzi tutto moralmente, ma anche con appositi strumenti da definire.

 

Ci dobbiamo incontrare nei nostri territori per avviare la creazione delle assemblee circoscrizionali ma senza preoccuparci troppo della forma organizzativa – per ora – quanto sull’aspetto urgente: conoscerci. Lavoriamo su iniziative concrete utili ai nostri territori: comitati rifiuti zero, campagne per la Democrazia Diretta, reti di economia solidale, etc. Sarà il nostro modo per farci conoscere. Dobbiamo diffondere questo evento ed i nostri documenti anche con il volantinaggio, fra le persone.

 

A livello nazionale, l’informazione e la partecipazione continuativa possono essere garantiti solo dalla rete. Rafforzata da incontri periodici.

 

Abbiamo bisogno di una piattaforma informatica efficiente che consenta in poco tempo di garantire a tutti gli interessati spazio adeguato per il confronto costruttivo.

 

Lancio qui delle proposte attingendo liberamente alle numerosissime che si possono incontrare nella società civile, che servano da base coerente di discussione, approfondimento e integrazione.

 

 

A) Riforma del modello economico

 

Riportando il flusso di risorse dalla finanza all’economia reale, sarà possibile avviare da subito una consistente ripresa economica e dell’occupazione. Ma va ripensato il modello. Reso sostenibile e umano.

 

– L’obiettivo prioritario non è solo la crescita del PIL nominale ma la piena occupazione e la crescita del benessere, fondato sul lavoro e la produzione di beni reali e di servizi utili e sulla sostenibilità sociale ed ambientale;

– La competizione internazionale è utile e accettabile. Ma deve essere resa compatibile alle condizioni uniformi nei paesi concorrenti nel campo della difesa della dignità del lavoro, dell’ambiente e della democrazia. Altrimenti, meglio non competere.

– Le aziende di grandi dimensioni e le reti di distribuzione dei servizi essenziali devono essere poste sotto controllo pubblico;

– Deve essere garantita la trasparenza della gestione pubblica;

– L’iniziativa privata di dimensione medio piccola deve essere resa veramente libera. E’ la struttura connettiva del nostro tessuto sociale.  Va fatto con interventi sul credito, sulla burocrazia e con l’avvio immediato di piani nazionali di investimenti mirati;

– Un grande piano delle piccole opere deve portare 3 milioni di posti di lavoro entro i prossimi tre anni. E’ realmente possibile. Nei settori della sostenibilità: produzione diffusa di energie rinnovabili, valorizzazione e tutela dei beni culturali, messa in sicurezza idrogeologica del territorio, messa in sicurezza sismica del patrimonio immobiliare pubblico e privato, riconversione in senso naturale dell’agricoltura e degli allevamenti, realizzazione capillare delle infrastrutture digitali, ripensamento del ciclo dei rifiuti, riordino della mobilità locale sui territori; sviluppo delle reti locali di commercio solidale;

– Va riformato il mercato del lavoro, per eliminare la precarietà mediante una drastica riduzione da tre anni a sei mesi del contratto di ingresso e garantendone i livelli retributivi a misure coerenti con la dignità umana; ma anche disciplinando con più trasparenza la responsabilità del lavoratore e le modalità di licenziamento; introducendo una garanzia di salario minimo ed imposto un tetto massimo, per rendere equilibrata e solidale la nostra società, pur rispettosa del merito e delle diverse capacità.

 

D) Riforma del modello etico della nostra società

 

– La politica è un servizio al Paese, non una professione. Devono essere eliminati i privilegi e garantito l’impegno dei rappresentanti a sostenere la volontà dei rappresentati;

– Le garanzie costituzionali del modello democratico devono essere rafforzate, non diminuite;

– La pubblica amministrazione, resa efficiente, trasparente e responsabile,  deve trasformarsi da centro di potere clientelare a centro di sostegno allo sviluppo sociale economico e culturale del paese;

– Corruzione e illegalità verranno combattute con forza, adeguando la normativa alle migliori pratiche internazionali;

– l’esercizio della giustizia va portato al posto che merita: garanzia assoluta del rispetto della legge civile e penale.

 

3) Facciamoci riconoscere: appendiamo ai balconi ed alle finestre delle nostre case un lenzuolo bianco, un panno candido, con l’unica scritta: 99%

 

Da subito: per far capire anche visivamente, che i cittadini sovrani hanno avvertito il pericolo e si stanno organizzando, pacificamente e democraticamente, alla resistenza civile.

 

Bianco, perché rifiutiamo la corruzione e la disonestà, respingiamo con sdegno i giochi oscuri delle mafie e delle massonerie che vorranno sporcarci.

 

Ad indicare che il popolo, unito, non si lascia incantare dai falsi colori di una divisione solo apparente che ci propone una classe politica uniformemente corrotta e asservita agli interessi del capitalismo finanziario internazionale.

 

Riempiamo le nostre città di lenzuola immacolate e smaglianti: segno visibile, diffuso, contagioso, irresistibile della nostra voglia di resistere e di cambiare il mondo in cui viviamo.

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