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da tommaso

Sei stanco di non essere ascoltato dalle istituzioni?

16 gennaio 2013 in Appelli, Firme

SEI STANCO DI NON ESSERE ASCOLTATO DALLE ISTITUZIONI? ALLORA DIVENTA TU ISTITUZIONE!
di Enza Raso, candidata RETE DEI CITTADINI al consiglio della Regione Lazio

Ehi, TU! Questo appello è rivolto proprio a te. Pensi che il tuo territorio debba essere difeso dalla cupidigia degli speculatori? Credi che il male peggiore per una Comunità sia l’ignavia o peggio la corruzione dei suoi Amministratori?
Sei stanco del muro di gomma delle Istituzioni? Sei stanco di sentirti “dall’altra parte”?
Hai mai pensato che potresti fare RETE con tutti gli altri che la pensano come te ed arrivare, tutti insieme, a contare davvero nella conduzione della cosa pubblica? Qualcuno ci ha provato.

RETE DEI CITTADINI nasce nel 2009, alle soglie delle elezioni regionali del Lazio, come Associazione di Comitati, Associazioni, Movimenti e Cittadini che operano sul territorio, nel tentativo di fare RETE tra una miriade di gruppi sparsi in una miriade di battaglie, per riuscire ad avere una rappresentanza politica nelle Istituzioni e portare nelle varie Assemblee Istituzionali le istanze dei cittadini. Continua a leggere questo articolo →

Triplice sfida di “Nun te regghe più” condivisa da RDC

3 dicembre 2012 in Articoli, Campagna sensibilizzazione, Firme

Il gruppo RETE DEI CITTADINI –Puglia segnala questa inizativa del gruppo “Nun te regghe più” su tre proposte di Legge di iniziativa popolare:

Gazzetta Ufficiale N. 261 del 8 Novembre 2012
CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
Annuncio di una proposta di legge di iniziativa popolare (12A11916)

Ai sensi degli articoli 7 e 48 della legge 25 maggio 1970 n. 352,
si annuncia che la cancelleria della Corte Suprema di Cassazione, in
data 7 novembre 2012 ha raccolto a verbale e dato atto della
dichiarazione resa da 14 cittadini italiani che, previo deposito di
certificati elettorali e autocertificazioni attestanti la loro
iscrizione alle liste elettorali, dichiarano di voler promuovere ai
sensi dell’art. 71 della Costituzione e art. 48 in relazione all’art.
7 della legge 25 maggio 1970 n. 352

TRE proposta di legge di iniziativa popolare dai titoli:

“Abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti e ai
comitati promotori del referendum”.

“Istituzione del tetto massimo per le pensioni e introduzione
del reddito minimo garantito”.

“Termini per la discussione delle proposte di legge di
iniziativa popolare”.

 

Proposte:

1) ABROGAZIONE DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI

Articolo 1.

Sono vietati i finanziamenti, i contributi e i rimborsi elettorali, comunque denominati, sotto qualsiasi  forma e in qualsiasi modo  erogati,  da  parte  di  organi  della  pubblica amministrazione, di enti pubblici statali, regionali, provinciali o locali, da parte di enti economici statali o parastatali, di società con partecipazione  di capitale pubblico superiore al 10 per cento o di società controllate da queste ultime, ferma  restando  la  loro  natura  privatistica,  a favore di partiti o loro articolazioni  politico-organizzative  e  di gruppi parlamentari.

Sono  vietati  altresì  i  finanziamenti  o  i  contributi   sotto qualsiasi forma, diretta  o  indiretta,  da  parte  di  società non  comprese tra quelle  previste  nel  comma  precedente  in  favore  di partiti  o  loro  articolazioni   politico-organizzative   o   gruppi parlamentari, salvo che tali finanziamenti o contributi  siano  stati deliberati dallo organo sociale competente e regolarmente iscritti in bilancio e sempre che non siano comunque vietati dalla legge.

Articolo 2

Sono vietati i finanziamenti, i contributi e i rimborsi, comunque denominati, sotto qualsiasi  forma e in qualsiasi modo  erogati,  da  parte  di  organi  della  pubblica amministrazione, di enti pubblici statali, regionali, provinciali o locali, da parte di enti economici statali o parastatali, di società con partecipazione  di capitale pubblico superiore al 10 per cento o di società controllate da queste ultime, ferma  restando  la  loro  natura  privatistica,  a favore di fondazioni culturali, quotidiani, settimanali, emittenti radio ed emittenti televisive, siti internet, blog e ogni altro mezzo di comunicazione, direttamente o indirettamente collegati a partiti o loro articolazioni  politico-organizzative  e  di gruppi parlamentari.

Articolo 3

Sono consentiti i finanziamenti, i contributi e i rimborsi, comunque denominati a favore di partiti o loro articolazioni  politico-organizzative  e  di gruppi parlamentari da parte di persone fisiche, con la possibilità di detrazione ai fini Irpef per una somma massima di € 5.000,00 annui.

Articolo 4

Tutti i finanziamenti, i contributi e i rimborsi, comunque denominati a favore di partiti o loro articolazioni  politico-organizzative  e  di gruppi parlamentari devono essere necessariamente rendicontati nel bilancio degli stessi.

Articolo 5

Sono vietati  i finanziamenti, i contributi e i rimborsi elettorali, comunque denominati, sotto qualsiasi  forma e in qualsiasi modo  erogati,  da  parte  di  organi  della  pubblica amministrazione, di enti pubblici statali, regionali, provinciali o locali, da parte di enti economici statali o parastatali, di società con partecipazione  di capitale pubblico superiore al 10 per cento o di società controllate da queste ultime, ferma  restando  la  loro  natura  privatistica,  a favore di comitati promotori di referendum.

Sono consentiti i finanziamenti, i contributi e i rimborsi, comunque denominati a favore comitati promotori di referendum da parte di persone fisiche, con la possibilità di detrazione ai fini Irpef per una somma massima di € 5.000,00 annui.

Articolo 6

La Legge 3 giugno 1999 n. 157 è abrogata e sostituita integralmente dalla presente legge.

2) ISTITUZIONE DEL TETTO MASSIMO PER LE PENSIONI E INTRODUZIONE DEL REDDITO MINIMO GARANTITO

Articolo 1.

1. Il trattamento pensionistico dei cittadini italiani erogato da qualsiasi Istituto previdenziale pubblico o privato, derivante da qualsiasi attività lavorativa, indipendentemente dal sistema contributivo o retributivo, non potrà esser superiore nel massimo alla somma di euro 10.000,00 (diecimila) mensili, rivalutabili annualmente secondo la variazione degli indici dei prezzi al consumo elaborati dall’ISTAT, per un totale di n. 13 mensilità complessive e per un totale annuo di euro 130.000,00 (centotrentamila).

2. E’ previsto il cumulo di trattamenti pensionistici erogati da Enti diversi ovvero dallo stesso Ente a diverso titolo solo entro la soglia massima prevista nel comma 1.

3. Le somme eccedenti la soglia massima prevista al comma 1 eventualmente risultanti dai calcoli contributivi all’atto della percezione del trattamento pensionistico da parte del lavoratore, saranno versate direttamente dall’Ente erogatore al “Fondo per il reddito minimo garantito”, istituito presso l’INPS.

4. Dal giorno di entrata in vigore della presente legge, i trattamenti pensionistici in corso di erogazione saranno automaticamente adeguati ai limiti massimi previsti al comma 1. Le eventuali somme percipiende eccedenti il tetto previsto al comma 1 saranno destinate al “Fondo per il reddito minimo garantito”, istituito presso l’INPS.

 

Articolo 2

1. In attuazione dell’articolo 34 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e degli articoli 2,3,4 e 38 della Costituzione Italiana, è istituito il “Reddito minimo garantito”, consistente in una erogazione pari ad € 7.200,00 netti annui, suddivisi in 12 rate mensili di 600,00 ciascuna.

2. Sono requisiti necessari per l’accesso al Reddito minimo garantito:

1) La maggiore età

2) La cittadinanza italiana da almeno 18 mesi

3) L’iscrizione presso i competenti Uffici territoriali per l’impiego per i soggetti di età compresa tra i 18 ed i 60 anni di età.

3. Coloro che dispongano di fonti di reddito, comunque denominate, ivi comprese le pensioni sociali, i sussidi diretti o indiretti, i contributi di solidarietà a carico degli Enti locali per il pagamento di canoni di locazione e/o delle utenze, avranno diritto alla percezione del Reddito minimo garantito solo se tali redditi, sommati tra di loro, risultino inferiori alla soglia di € 600,00 mensili e solo nella misura eventualmente necessaria al raggiungimento di tale somma.

4. Il soggetto avente diritto al Reddito minimo avente età compresa tra i 18 e i 60 anni deve essere obbligatoriamente iscritto nelle liste del Centro per l’impiego competente per territorio. Nel caso in cui il soggetto rifiuti di prestare attività lavorativa, anche a tempo determinato, secondo le indicazione e le proposte fornite dal Centro per l’impiego competente, l’erogazione del reddito minimo sarà immediatamente revocata con effetto immediato e senza possibilità di ripristino.

5. Il beneficiario dell’erogazione del Reddito minimo garantito che percepisca redditi, comunque denominati, il cui cumulo superi la somma di € 600,00 mensili, decade dal beneficio in via automatica.

6. E’ istituito presso l’INPS il “Fondo per il reddito minimo garantito”, che provvede al versamento del “reddito minimo Garantito”.

7. Il Governo è delegato all’emanazione, entro il termine di giorni 120 dall’entrata in vigore della presente legge, delle disposizioni regolamentari della disciplina pensionistica, al fine di renderla coerente con la presente legge.

8. I fondi per la istituzione ed erogazione del “reddito minimo Garantito” da parte del “Fondo per il reddito minimo garantito” sono derivanti dai versamenti effettuati dagli Enti competenti in ottemperanza dell’istituzione della soglia massima prevista dall’articolo 1 commi  1 e 3 della presente legge.

3) TERMINI PER LA DISCUSSIONE DELLE PROPOSTE DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

Art. 1

Articolo 49 bis L. 352/1970

Le proposte di legge di iniziativa popolare presentate al Presidente di una delle due Camere ai sensi dell’art. 49 comma I, successivamente alla verifica della regolarità delle firme di cui all’art. 49 comma II, devono essere assegnate alle Commissioni camerali competenti per l’esame e la discussione entro il termine di 120 giorni decorrenti dalla comunicazione ai proponenti della verifica della regolarità delle firme dei richiedenti.

Entro il medesimo termine, le proposte di legge devono essere calendarizzate per la discussione delle competenti Commissioni assegnatarie, a norma dei vigenti regolamenti parlamentari. La discussione delle proposte di legge di iniziativa popolare deve concludersi entro il termine di 240 giorni decorrenti dalla comunicazione ai proponenti della verifica della regolarità delle firme dei richiedenti.

Per maggiori informazioni iscrivetevi al nostro gruppo di facebook:

https://www.facebook.com/groups/nunteregghepiu/

Per non fermare la Città dell’Altra Economia

26 settembre 2010 in Appelli, Economia, Firme

logo_caeOggi, domenica 26 settembre, si svolgerà una giornata di sostegno alla Città dell’Altraeconomia, che rischia di chiudere.

La giornata si concluderà alle 21.30, con lo spettacolo di un ospite d’eccezione, Ascanio Celestini.

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FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE!

NON FERMATE IL PROGETTO
DOMENICA 26 SETTEMBRE
DALLE ORE 10.00 ALLE ORE 23.30
FESTA DELLA
CITTA’ DELL’ALTRA ECONOMIA
ORE 21.30 SPETTACOLO
CON ASCANIO CELESTINI

Car* amic*,
ci rivolgiamo a tutti voi perché come persone, gruppi, organizzazioni piccole e grandi cittadine, nazionali e non solo, ci avete incontrato, conosciuto, sostenuto perché ci siamo impegnati nella sperimentazione di attività, progetti, reti e realtà di economia alternativa e solidale nella “CITTA’ DELL’ALTRA ECONOMIA” di Roma, all’interno del Foro Boario di Testaccio. Continua a leggere questo articolo →

Responsabilità penale dei magistrati !

21 settembre 2010 in Appelli, Campagna sensibilizzazione, Firme

di Otello Martini, candidato Rete dei Cittadini Lazio 2010

La_MalagiustiziaIn Italia, accade che quando un Giudice commette un errore, ben difficilmente paga o subisce una reprimenda, e la stessa legge Vassalli (realizzata mistificando i risultati di un referendum) è talmente macchinosa da sconsigliare l’utilizzo. Ma i problemi non sono solo questi.

Sappiamo bene che esistono molti Magistrati onesti, purtroppo però e proprio perchè non esistono punizioni valide, alcuni Magistrati (meno corretti) possono permettersi di far pendere un piatto della bilancia, tutto da una parte, alterando palesemente e molto artatamente, tutti i diritti di un Cittadino, a vantaggio di un altro personaggio più importante, o per favorire una lobby e le più diverse camarille.

Per evitare queste dolorosissime questioni, che colpiscono e defraudano sempre il soggetto più debole, ritengo non solo utile ma NECESSARIO, che debba esistere una vera e propria punizione per questi soggetti, e che la RESPONSABILITA’ PENALE è molto importante.

Dobbiamo togliere tutte le “mele marce” dalla cassetta, altrimenti si guastano irrimediabilmente anche quelle buone! Che ne pensate?

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Per iniziare invitiamo TUTTI ad aggiungere la propria firma su PetizioniOnline

Padre Zanotelli: “Altro che morta, la cittadinanza attiva è viva e vegeta”

26 luglio 2010 in Appelli, Articoli, Campagna sensibilizzazione, Firme, Politica

di Antonella Loi per Tiscali notizie – 21 luglio 2010

“Qualcosa di notevolissimo, quello per l’acqua pubblica è il più gettonato tra i referendum della storia della Repubblica italiana”. E, dato ancora più rilevante, il milione e 400mila firme sono state ottenute “senza l’ombrello dei partiti politici: è la prima volta che succede”. Padre Alex Zanotelli, cuore pulsante della campagna referendaria “Acqua bene comune“, stenta a credere a quanto successo: un risultato del genere neanche nelle più rosee previsioni. “Eravamo senza soldi ci siamo autofinanziati e, cosa importante, i cittadini si sono mossi, hanno raccolto firme e questo è un segno davvero bello”. “Ma non sufficiente”, ci spiega padre Alex dalla sua canonica di Scampia, quartiere popolare di Napoli, dove l’abbiamo raggiunto. “Quella sembrava morta, la cittadinanza attiva invece – dice – è tutt’altro che morta”. Continua a leggere questo articolo →