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da tommaso

9 ottobre nei Castelli Romani: proiezione PRESI PER IL PIL

17 settembre 2014 in Campagna sensibilizzazione, Economia, Eventi, Interviste, Parliamone insieme, Video

PRESI PER IL PIL - Castelli Romani
Ti aspettiamo alla proiezione di
“PRESI PER IL PIL – Liberarsi dal dogma della crescita economica”

Un documentario di Stefano Cavallotto, Andrea Bertaglio e Lorenzo Fioramonti prodotto da SettembreFilm
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da tommaso

Il lavoro è diventato anacronistico?

30 aprile 2014 in Economia

Che razza di società stiamo costruendo???
da PolisTV

Domani è la festa del lavoro.

Buona festa a chi il lavoro ce l’ha. Buona trasferta, gita, barbecue anche a chi il lavoro non ce l’ha. Buon lavoro a chi domani dovrà tenere aperti i centri commerciali nel quale ci recheremo allegramente a fare shopping, per arredare la casa o solo per soddisfare una delle nostre tante esigenze edonistiche.

La FESTA del LAVORO in tempi di crisi, dove il lavoro scarseggia, dovrebbe essere un’occasione di riflessione, non solo di evasione.

Siamo nel XXI secolo, il lavoro è diventato anacronistico?

Una cosa fondamentale sulla quale ti invito a riflettere è capire che razza di società stiamo costruendo e quale società vorremmo.Oggi, grazie a Dio e all’intelligenza umana, un trattore solo fa il lavoro di mille zappatori. E bastano una decina di lavoratori, forse meno per costruire il trattore e manutenerlo, e estrarre il carburante per farlo andare. E’ una cosa magnifica, abbiamo scoperto un tesoro, una bacchetta magica che permette di ridurre del 99% le fatiche umane, e mai vorrei tornare indietro. Mai vorrei essere costretto a zappare la terra per nutrirmi, se non è una mia libera scelta.lavoroMa invece di ridurre la giornata lavorativa, e avere più tempo per goderci la vita e il tempo libero, per leggere e filosofeggiare, costringiamo i contadini superstiti e gli operai a turni massacranti e a salari da fame, e diciamo alle restanti 990 persone di andarsi a cercare un lavoro qualunque, altrimenti dovranno digiunare. Qualunque lavoro: distribuire volantini, consegnare le pizze a casa, fare vendite telefoniche: purché si venda di più, “consumate per creare occupazione” “l’economia gira con te” altrimenti l’economia ristagna e la gente, in quest’epoca di abbondanza e di magazzini strapieni, muore di fame e si suicida.Non ha dell’irrazionale tutto ciò? Continua a leggere questo articolo →

da tommaso

Un’altra moneta è possibile

26 aprile 2014 in Economia

da comune info

Il denaro creato dagli Stati nazionali serve a favorire l’accumulazione, in un’ottica di crescita. Le monete sociali dimostrano invece che una moneta può essere creata dal basso e contenere altri valori. Finchè una moneta sociale è collegata a un piccolo territorio, però, non rappresenta quasi mai una minaccia per lo Stato, potenzialmente può tuttavia avere un potere dirompente nella rottura di logiche capitalistiche. Intervista a Ricardo Orzi, docente all’università di Buenos Aires

mo

di Irene Bertana

Una delle storie dell’altro mondo successe in Argentina sono le enormi esperienze di baratto e la creazione di monete sociali sorte alla metà degli anni ’90. Un’altra espressione della composita galassia dell’economia solidale, di cui abbiamo parlato qualche settimana fa con Ricardo Orzi, docente dell’università di Buenos Aires e curatore del libro La moneda social como lazo social‘, che analizza il fenomeno delle monete sociali con attenzione alle esperienze sorte negli ultimi anni o che sono durate nel tempo, e sviluppa alcune riflessioni sull’origine e sulla diffusione della moneta.

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da tommaso

Esperienze di cambiamento a confronto. 29 aprile nei Castelli Romani

17 aprile 2014 in Economia, Eventi

29aprileL’Italia e l’Islanda non hanno, a prima vista, molto in comune. Ma uno sguardo più attento rivela che sotto superfici così diverse vivono e fremono esperienze simili e complementari di cambiamento sociale, economico e politico. Ce le raccontano, martedì 29 aprile, Daniel Tarozzi e Andrea Degl’Innocenti, autori rispettivamente di “Io faccio così. Viaggio in camper alla scoperta dell’Italia che cambia” e “Islanda chiama Italia. Storia di un paese che è uscito dalla crisi rifiutando il debito”.

“Io faccio così” (Chiare Lettere, 2013), di Daniel Tarozzi, è una raccolta delle incredibili esperienze di cambiamento incontrate nel suo viaggio in camper di 7 mesi per tutta la penisola. Una voce fuori dal coro che mostra come, nonostante la crisi, ci sia un’Italia che reagisce, che non molla, che va avanti e crede nel futuro.

“Islanda chiama Italia” (Ludica e Arianna Editrice, 2013), di Andrea Degl’Innocenti, racconta invece la cosiddetta “rivoluzione silenziosa” islandese: un grosso movimento dal basso sorto in seno alla crisi che ha portato al rifiuto di socializzare un debito privato delle banche e alla cacciata della classe dirigente del paese.

L’evento unisce due racconti concreti di cambiamento, speranza, e successo. Le storie di un’Italia in fermento che silenziosamente, a dispetto della crisi (o forse partendo proprio da essa), riesce a cambiare e a tirar fuori le proprie caratteristiche migliori si mescolano ai racconti provenienti da un paese lontano come l’Islanda. Ne emergono punti di contatto imprevedibili, suggestioni e similitudini inattese.

L’incontro sarà un’occasione per presentare anche “Italia che cambia”, un nuovo progetto di editoria multimediale che i due autori portano avanti assieme ad un gruppo di professionisti del settore, con l’intento di raccontare e mettere in rete i protagonisti del cambiamento.

L’iniziativa, proposta da Italia che Cambia, Cantiere Ecologia e TribùLab, si apre alle ore 20 con aperitivo bio vegetariano presso la Casa delle Associazioni di Ariccia – Via Strada Nuova, 1.
Ingresso con contributo libero.

Per informazioni: Annalisa tel. 393 0041292 annalisa.jannone @ gmail.com

da tommaso

In transizione per una via d’uscita

28 novembre 2013 in Economia

Per riscoprire il benessere e il piacere di condividere
di Tommaso Orazi, RETE DEI CITTADINI

schiaviNella società odierna le risorse e gli esseri viventi sono sfruttati senza scrupoli per portare profitto ai pochi che detengono il potere. Gli umani sono costretti ad essere occupati in un lavoro spesso stressante, nocivo e lontano dalla propria abitazione, per guadagnare un salario ridimensionato dalle tasse per “servizi a pagamento” e già impegnato per la rata del mutuo bancario o l’affitto di casa, per possedere un veicolo utilizzato prevalentemente per recarsi sul posto di lavoro, per sostenere i consumi e acquistare qualsiasi bene/servizio non avendo tempo sufficiente per realizzarlo o, condizionato dalle pubblicità, per accumulare beni materiali che compensino la mancanza di benessere. Continua a leggere questo articolo →

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