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Politici licenziabili con la “Legge di responsabilità politica”

13 marzo 2013 in Democrazia Diretta, Politica

responsabilitapolitica

 

 

 

 

del Partito Umanista, 12 marzo 2013 –

POLITICI LICENZIABILI CON LA “LEGGE DI RESPONSABILITÀ POLITICA”
Gli eletti devono essere vincolati al mandato ricevuto dagli elettori

Il 4 marzo 1999 il Partito Umanista presentò alla Camera dei Deputati una proposta di Legge di Iniziativa Popolare, corredata da oltre 50.000 firme di elettori, intitolata “Norme sulla Responsabilità Politica”.

Le “Norme sulla Responsabilità Politica” obbligano gli eletti a rendere conto periodicamente del proprio operato agli elettori e danno a questi ultimi la facoltà di licenziare i propri rappresentanti, qualora essi non abbiano rispettato gli impegni assunti in campagna elettorale.
Testo della Legge:
http://www.partitoumanista.it/3.0/media/download/mat_imp/1999_03_04_LeggeResponsabilitaPolitica.pdf

Con questa proposta di Legge si intende avanzare verso la Democrazia Reale, considerando i cittadini come i veri depositari del potere, che essi delegano ai propri rappresentanti e che possono revocare se questi tradiscono gli impegni assunti.

Non è sufficiente che gli eletti vengano giudicati soltanto alle elezioni successive, avendo avuto cinque anni per agire liberamente al di fuori del mandato ricevuto e, spesso, contro di esso. È  necessario dare agli elettori uno strumento di controllo dei propri rappresentanti e la possibilità di revocare il mandato a loro assegnato in qualunque momento della Legislatura.

Le “Norme sulla Responsabilità Politica” non sono in contrasto con l’Articolo 67 della Costituzione perché non prevedono il vincolo degli eletti al mandato ricevuto dal partito di appartenenza, mentre li obbligano al rispetto degli impegni assunti verso gli elettori.

Questa proposta di legge giace in Parlamento da quattordici anni e non è mai stata esaminata.
Forse adesso è arrivato il suo momento: chiediamo ai Parlamentari del Movimento Cinque Stelle di disseppellirla e di portarla alla discussione in  aula.

Partito Umanista

Fonte originale

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1 risposta a Politici licenziabili con la “Legge di responsabilità politica”

  1. A me questa proposta di legge non piace.
    La trovo inutile e al limite fuorviante.

    Il motivo principale è che non può esistere alcun automatismo legislativo che possa scattare quando un patto non viene rispettato. Chi è che sarebbe il giudice? Chi è che verifica se il patto è rispettato o meno?
    Se sono i cittadini stessi allora perchè mai dovrei vincolare il mio giudizio a un patto su qualche punto di programma? Sarebbe come dire che un giorno ho detto che volevo andare a milano e che se durante il percorso cambio idea o la strada è crollata io comunque devo andare a milano! Cioè dovrei vincolare la mia volonta al tempo t1 a una certa posizione presa da me stesso al tempo t0. Ciò è eminentemente stupido.

    Il rappresentante deve rappresentare le mia volonta di cittadino, non uno o più punti di programma. Perchè il programma può non essere attuabile per mille motivi anche oggettivi. Perchè un punto di programma potrebbe essere attuato solo in parte per ragioni di forza politica limitata o di risorse limitate.
    Chi è che valuta queste cose? Se il programma esplicitato al momento delle elezioni fosse il punto di riferimento assoluto, ammesso che fosse possibile, ne deriverebbe, appunto, una rigidità ottusa.

    Se poi non fossero i cittadini a valutare se e quanto viene rispettato o meno il punto del programma, non credo che potrebbe essere un giudice terzo. Sarebbe come passare dalla delega al politico alla delega al giudice. No grazie.

    Con questa legge passa l’idea che la revocabilità non è soggetta alla semplice volontà del delegante, ma la volontà del delegante sarebbe subordinata al rispetto di un patto stabilito dal delegante stesso, ma che il delegante non può più cambiare una volta che l’ha espressa!
    La sovranità non funziona così, non è questo. Se io sono sovrano posso cambiare il mio delegato quando voglio e non solo se il delegato non rispetta il patto. E’ questa idea limitata di sovranità che è insita in questa proposta quello che non mi piace. Per nulla.

    Non è il vincolo di mandato il punto. Ma il vincolo alla volontà del cittadino. Non è un programma quello che deve essere rispettato. Ma la volontà del cittadino.
    Quindi bene la revocabilità dei mandati, ma subordinati alla smeplice volontà dei cittadini.

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