La canapa proibita: non sarà ora di piantarla?

8 giugno 2012 in Eventi, Senza categoria

Domenica 24 giugno, si svolgerà a Bologna, presso il “Centro Turistico Città di Bologna”, l’incontro/dibattito dal titolo

“La canapa proibita: non sarà ora di piantarla?”

E’ necessaria una regolamentazione/legalizzazione della Canapa per:

– Non criminalizzare i consumatori
– Risolvere l’inutile sovraffollamento carcerario
– Rilanciare l’economia attraverso la coltura della canapa
– Permettere agli estimatori di utilizzare un prodotto “mafia esente”

Ad oramai 6 anni dalla modifica della legge sulle droghe, che ha parificato tutte le sostanze in un unica tabella, senza distinzioni culturali ed ancor meno senza valutazione sull’impatto sociale e sulla pericolosità, il problema dell’illegalità della coltivazione domestica e della detenzione di canapa a scopo personale è ancor più drammatico, con un crescendo di arresti di consumatori che vanno non solo ad intasare le carceri, ma che vedono rovinata la propria vita per privazione della libertà, perdita del lavoro in molti casi, e per essere costretti a sborsare cifre considerevoli per potersi difendere in sede processuale, in procedimenti in cui la maggior parte delle volte la conclusione è nota: Condanna penale con tutte le conseguenze del caso.
Il tutto per un ‘presunto crimine’ senza vittime.

All’incontro parteciperanno varie componenti della variegata ed eterogenea rete antiproibizionista per discutere sulle strategie migliori da adottare per modificare l’attuale legislazione sugli stupefacenti.

La discussione si articolerà in vari interventi e verterà intorno alle seguenti domande:

– Come uscire in breve tempo dall’attuale situazione di proibizione?

– Quale metodologia ‘democratica’ può risultare più efficace?

– Quali aspetti economici avrebbe la legalizzazione della Canapa?

– Come creare un ampia massa critica in grado di pretendere la
revisione della legge?

– Quali vie intraprendere per pretendere il diritto dei consumatori alla libera
scelta e alla privacy?

– Come far cadere il velo di censura che copre ogni manifestazione / evento
in favore della regolamentazione della canapa?

– Qual è la situazione negli altri paesi europei? Come creare un movimento
che possa farsi sentire in Europa?

Confidiamo nella vostra partecipazione, per eventuali informazioni contattateci all’indirizzo ascia@legalizziamolacanapa.org

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2 risposte a La canapa proibita: non sarà ora di piantarla?

  1. – Sei pronto?

    – Sì dai!

    – Ciak si gira.

    “Credete che io sia per liberalizzare la droga perché mi piace?

    Perché mi piace fuggire la realtà?

    Perché voglio inebetire la gioventù?

    SBAGLIATO!

    È il proibizionista a volere tutto questo, e nella maniera più “democratica” possibile, cioè dicendo che è contro e agendo a favore.

    I numeri parlano per noi, le statistiche, le indagini scolastiche, le analisi militari, l’analisi dell’acqua… e se il Dio Po’ potesse parlarvi… sarebbe tutto sballato!

    Ma veramente credete che quelli che oggi non si drogano, quelli che oggi sono riusciti a resistere, all’erba, all’hascish, e a tutte le altre droghe leggere e pesanti, comincerebbero a drogarsi perché non è più un reato? Veramente questi giovani eroi che hanno resistito alla droga che si trova in tutte le scuole, in tutte le comitive, in tutti i luoghi di riunione giovanile, li volete offendere in questo modo?

    Se essi si sono salvati è stato perché HANNO VOLUTO SALVARSI, non perché qualche legge li abbia salvati.

    E poi che viscidi che sono, mandare la gente, beccata con uno spinello a parlare due ore alla settimana dallo psicologo! Ma c’è stato uno, e dico un solo ragazzo, che poi non abbia ricominciato a farsi gli spinelli?

    Il 17% dei ragazzi a 18 anni si fa una canna a settimana, “il sabato o la domenica con gli amici”. Il 34% più volte a settimana, il 32% almeno una volta al giorno e dite che il proibizionismo serve?

    O pensate che non sappia che fa male? O veramente siete tanto ipocriti da pensare che essi non sanno che non è legale?

    Se il proibizionismo serve a qualcosa, serve a mettere a posto la vostra sporca coscienza, e a far guadagnare alla criminalità miliardi che poi deposita nelle banche, le quali poi, finanziano i partiti che sono proibizionisti!

    Ma un mondo che basa se stesso sull’utile economico, può mai emanare una legge che preveda il bene dei giovani, se non in chiave di clienti dei pusher sparsi ad ogni angolo di via?

    E poi pensateci bene. Se l’80% dei giovani europei si fa le canne, i campi di marijuana, non dovrebbero cercarli con i satelliti, si dovrebbero vedere col binocolo. Non possono dire che non sanno dove si coltiva, che non sanno dove si lavora, che non sanno chi la distribuisce. Basta pensare che i Talebani rinunciarono al commercio dell’oppio e gli americani lo ripristinarono appena “liberato” l’Afghanistan. Ma allora è o non è una presa in giro che serve solo a tenere alto il prezzo e a far guadagnare i “soliti ignobili” dell’economia mondiale?

    Guadagni incommensurabili, che guarda caso nessuna banca denuncia?

    Non mi dite che è per il bene dei giovani, perché dall’ex ministro Martelli ai deputati dell’UDC il motto supremo è sempre stato “fall se a tien.” Perbenisti dei miei stivali.

    Ma è mai possibile che innanzi ai soldi i liberisti, smettono di pensare alla democrazia come “valore supremo”, per riutilizzarla contro i popoli, appena hanno trovato il modo di farci altri soldi?

    Ma è mai possibile che il sogno democratico debba essere quello di “innalzare” il livello di idiozia dei popoli al rango di consumatori?

    Non mi parlate, vi prego, di stato etico, perché qui di etico non c’è più nulla. Cannibalismo sociale è la regola, l’etica non può essere parziale, altrimenti è bigottismo cieco.

    No, non sono un nostalgico di Woodstock e nemmeno uno che pensava che la fantasia al potere si scatenasse “rollando” la realtà. Sono uno dei tanti che sa dove si vende la droga, che sa chi la vende e a quanto la vende. Sono uno che sa che le retate poliziesche sono una farsa che dopo 24 ore, l’angolo dello spaccio è di nuovo pieno. Uno che sa che gli spinelli sono bi-partisan.

    Credete che sia di sinistra perché voglio la droga venduta dallo stato?

    Allora vi dico una cosa, fatte le regole della vendita, il primo pusher che trovo sotto una scuola non lo sbatterei in galera, ma ai lavori forzati per almeno 20 anni ed abolirei i tre gradi di giudizio.

    Credete che sono contro la droga libera perché vorrei affidare la vendita della droga alle società private, cioè sempre ai soliti finanzieri e banchieri?

    Sbagliate, la nazionalizzerei e destinerei i soldi per tutte opere sociali che questi politici rubano o regalano ai loro amici banchieri.

    Credete che mi finanzi la criminalità? Da dove reclutano le nuove leve la Camorra e la Mafia se non dai pusher di carriera?

    Non me ne frega niente se mi considerate più di sinistra o di destra, ma mi frega non essere preso in giro da chi proibendo diffonde la droga ad ogni livello; da chi aiutando l’Africa la depreda; di chi volendo aiutare gli emigranti, li deruba; di chi è per gli operai e li mette in competizione con i cinesi, tanto per sfruttarli alla pari, minimo 14 ore al giorno; di chi definendosi nazionalista non dice una parola sulle 113 basi americane in Italia e non si è mai domandato quante basi di Carabinieri ci sono in America; di chi, elogiando il risorgimento, offende 37 milioni di meridionali; di chi ha fatto del materialismo dialettico una religione, ma non dice una parola sul signoraggio; di chi è contro il terrorismo, solo quando non produce ricchezza per le banche americane; di chi organizza le collette per i bambini poveri e poi viaggia in Jaguar; di chi è contro il sistema, ma lavora in banca; di chi ha trasformato la politica in un mestiere.

    E che dirvi di quelli che vogliono salvare la natura senza mettere in discussione il progresso moderno? E di quelli che cavalcavano la tigre? Avete notato che ora ci vanno a letto con la tigre?

    Se essere contro la droga da 50 anni significa avere l’87% dei giovani che si drogano normalmente, scusate la banalità, meglio essere a favore, tanto peggio non può andare!”

    – Stooooop! Buona la prima! Bravo ottimo!

    – Però mentre parlo, non mi puoi fumare in faccia, cacchio! A chi lo venderemo questo spot?

    – Boh, vedremo. Sia la destra, sia la sinistra che il centro, mi hanno chiesto uno spot “che tenga l’elettore sulle spine” e tutti hanno aggiunto una descrizione dell’elettore ritratto come un idiota. Allora ho pensato… lo sai come si tiene sulle spine un elettore?

    – No!

    – Gli dici chi sei, solo dopo le elezioni!

  2. mi piace la parte che riguarda il rilancio dell’economia legata alla coltivazione della canapa : biodisel (la Fiat ha un brevetto per mandare a canapa un motore ); industria tessile :mia madre raccontava che le ragazze ,ai suoi tempi, si coltivavano la canapa e il lino per per farsi il corredo ,dote indispensabile per il matrimonio.
    L’arrivo degli Americani ha messo fuori legge la coltivazione della Canapa, guarda caso diretta concorrente del cotone e del petrolio prodotti “Made in USA”.
    Sarebbe l’ora di “ripiantarla”anche quella “non indiana”per un biodisel che utilizzi prodotti non dedicati all’alimentazione umana (mais) e tessuti naturali e ecologici a km 0.
    Ornella

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