Fibra ottica

26 maggio 2012 in Articoli, Parliamone insieme

di Alfredo Bregni

Switch-on della rete di nuova generazione in fibra ottica, con piena copertura territoriale e senza oneri per lo Stato Sintesi
Costa 12 miliardi di Euro?
Basta coinvolgere 20 milioni di utenti a diventare proprietari del proprio ultimo miglio.
Tutti sanno quanto è importante per il Paese lo sviluppo di una rete di nuova generazione in fibra ottica a larga banda, senza digital divide. Se ne continua a parlare senza grande costrutto perché sono irrisolti quattro problemi:
– Regolatorio: come far accedere altri operatori all’ultimo miglio?
– Strategico: quali servizi a larga banda inventare?
– Economico: come far tornare l’investimento?
– Finanziario: dove trovare il denaro?
Detti problemi sono irrisolti perché è perdente la prospettiva tradizionale, che vede la rete, anche di accesso, di proprietà di uno o più operatori (continuando con questa logica, la soluzione si focalizza su poche aree “ricche”, negando la possibilità di una piena diffusione sul territorio).
Al contrario, se si decide di dare l’ultimo miglio in proprietà agli utenti, come pertinenza delle loro unità immobiliari, i problemi scompaiono / le quattro domande diventano non più rilevanti:
– Per gli utenti, sarà sufficiente girare a investimento, per soli 5 anni, il costo che oggi già sostengono come canone della rete in rame; al netto di 30 Euro /anno di manutenzione (che rimarrebbero), si tratta di 150 Euro / anno per utente; in 5 anni, il gioco è fatto, compresi gli oneri per interessi: 150 x 5 x 20 milioni = 15 miliardi.
– Per la politica e la Pubblica Amministrazione si tratterà, rispettivamente, di porsi nel ruolo di abilitatori (semplificazione / “sbottigliamento” normativo) e di organizzatori / facilitatori (catasto dei cavidotti; definizione di edifici comuni di prima commutazione).
– Per tutti, sarà importante onorare il principio del servizio universale, accettando da parte dei cittadini, e organizzando da parte della PA, l’equalizzazione dei costi al livello medio nazionale fra le aree privilegiate e densamente popolate, e quelle rurali e disagiate del Paese.
La soluzione indicata presenta ulteriori vantaggi, non ottenibili diversamente:
– Si mettono in reale concorrenza gli operatori, attestati all’altro capo dell’ultimo miglio, nei nuovi edifici di prima commutazione, opportunamente dislocati sul territorio.
– Si liberano i tetti delle case dalle antenne TV, nonché l’etere dalle frequenze televisive.
– Si possono aprire i wi-fi privati a un utilizzo esterno libero (con ovvia priorità all’utente primario con password), realizzando così una piena copertura anche wireless.
http://www.ybnd.eu/docs/Fibra_cittadini.pdf
http://www.ybnd.eu/docs/Citizens_fiber.pdf

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2 risposte a Fibra ottica

  1. questo articolo richiama la nostra bozza di programma :Reti Bene Comune

  2. Come al solito a noi ITALIANI ci risulta difficile fare la cose semplici
    inoltre i politici lavorano solo a favore delle Caste.

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