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Storie di crisi

30 gennaio 2012 in Economia, Scelti per voi

da IL REFUSO, 21 gennaio 2012

“Quello che mi sta succedendo sembra talmente irreale che mi sento in dovere di comunicarlo anche agli altri…”. Comincia così un post scritto da un’amica di cui non voglio fare il nome per non crearle imbarazzi o danni in un momento di grande difficoltà. Leggendo il seguito capirete il perché. Pubblico le sue righe perché sono la sintesi di una realtà di tanti. Tanti ci si riconosceranno e altri sapranno.

“Questa è la situazione che stiamo vivendo alla Sigma-tau: essere scelti con non si sa quale criterio e con delle modalità viste solo sui film… un tagliatore di teste che ci ha considerato come dei numeri, alcuni dipendenti che sono arrivati la mattina ai tornelli e si sono trovati “disattivati”… Durante le ore di sciopero in cui incontriamo i nostri amici in cassa integrazione… sembra di stare ad un funerale… abbraccio consolatori e lacrime di emozione e affetto. Per chi rientra, il clima è da day after, stanze vuote e ricordi di vita trascorsi con i nostri colleghi… e questo è solo l’inizio. La roulette russa non finisce qui.

Contrariamente a quanto sbandierato ai quattro venti attraverso un’agenzia di stampa che ha il compito di raccontare le loro bugie, la sigma-tau ha dato il via ad un’operazione di macelleria sociale di una violenza inaudita. Hanno provato a raccontare sui giornali che i numeri sarebbero diminuiti ed il trattamento riservato ai lavoratori umano. … Balle!
Il 28 novembre l’azienda ha aperto la procedura di CIGS per un numero massimo di 569 unità, nel corso del tempo non si è mai mossa dalle proprie posizioni e i 100 lavoratori che si racconta non saranno coinvolti, in realtà saranno esternalizzati. Il metodo usato è, poi, raccapricciante: c’è stato un attacco immorale ai lavoratori con l’espulsione di categorie protette, di persone scomode, di monoreddito, di coniugi, di tutto quello che dava fastidio. Dalla distribuzione schizofrenica delle lettere appare chiaro che non c’è un piano
industriale che rilanci l’azienda, si vuole svendere. Ma non si possono svendere i lavoratori!
L’Azienda la faccia finita di perdere tempo e denaro raccontando fandonie sui giornali; ha l’obbligo morale di assumersi le proprie responsabilità e riaprire immediatamente la trattativa prima che la situazione esplosiva che ha causato degeneri definitivamente”

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