Rompiamo il muro del silenzio

23 maggio 2011 in Articoli, Parliamone insieme, Politica estera, Scelti per voi

di Enza Raso – RETE DEI CITTADINI

Ho finito ora di leggere il libro edito nel marzo 2009 “GAZA Restiamo Umani” che raccoglie i 19 articoli che Vittorio Arrigoni riuscì a far trapelare dall’orribile prigione a cielo aperto di Gaza, durante l’operazione militare israeliana denominata Piombo Fuso. L’operazione  si svolse dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009 e provocò la morte di più di 1400 persone, il ferimento di oltre 5000, l’abbattimento di quasi tutte le strutture civili, quali ospedali e scuole oltre che moschee.

La testimonianza di Vittorio è diretta ed è “in diretta” ed è sconvolgente.

Confesso che per due volte ho dovuto interrompere di leggere perché non riuscivo a trattenere le lacrime. Lacrime per lo strazio del popolo Palestinese. Lacrime per la consapevolezza che Vittorio ora non c’è più. Lacrime per la consapevolezza di essere stata anch’io in qualche modo responsabile e complice dei crimini raccontati in quelle pagine.

Responsabile e complice come tutti coloro che al sicuro nelle loro abitazioni, con il loro silenzio, con la loro ignavia, con la loro indifferenza hanno permesso che tutto questo potesse accadere. Un po’ come durante i rastrellamenti nazisti in cui i vicini si chiudevano bene nelle loro case per non essere “coinvolti”.

Come è potuto accadere che l’Europa rimanesse a guardare 60 anni fa mentre l’abiezione nazista perfezionava il suo abominio? Come può accadere che oggi il mondo rimanga a guardare mentre l’abiezione sionista perfeziona il suo?

Durante la manifestazione di sabato 14 maggio u.s. a cui RETE DEI CITTADINI ha aderito e partecipato, ho sentito diverse volte il caro slogan riempire l’aria: “siamo tutti palestinesi” ed una volta addirittura: “siamo tutti Vittorio Arrigoni”.

Non me la sono sentita di gridarlo insieme agli altri. Non me la sono sentita perché non ho potuto fare a meno di pensare che non è vero. Non siamo tutti Vittorio Arrigoni. Se lo fossimo Gaza non avrebbe mai vissuto l’orrore che ha vissuto e la Palestina sarebbe libera da un pezzo.

Non sono Vittorio Arrigoni. Non ho il fegato, il coraggio, la forza, il cuore di esserlo. Posso solo continuare a dare il mio sostegno a distanza, ritagliando spazi e tempi alla famiglia, al lavoro, alla casa. Posso però continuare ogni giorno, per tutti i giorni a cercare di rompere il muro del silenzio che contribuisce a sostenere l’occupazione illegale di Gaza e dei territori palestinesi. Il silenzio che copre ed alimenta. Il silenzio complice. Il silenzio infame.

Sabato ho comprato le ultime 4 copie del libro di Vittorio alla Feltrinelli di Piazza della Repubblica. Una la terrò per me. Due le presterò ai miei amici. Una l’ho lasciata sul treno che prendo tutti i giorni nella mia vita di pendolare, con un messaggio: “ Questo libro è una testimonianza preziosa ma soprattutto è uno strumento di pace. Se le sue parole ti toccheranno il cuore, non fermarle. Fa in modo che possano raggiungere anche altri cuori e rompano il muro del silenzio che sostiene il muro di cemento che imprigiona Gaza.”

Per non dimenticare Vittorio. Affinchè la Sua morte e quella di migliaia di Palestinesi, non sia vana. Grazie”

Credo che non ci sia modo migliore per chi vuole conoscere Vittorio che leggere le sue parole.

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1 risposta a Rompiamo il muro del silenzio

  1. Cara Enza,
    sei riuscita a condensare in poche righe il compendio delle massime contraddizioni, ipocrisie ed ingiustizie planetarie del nostro tempo.
    Finchè non si riuscirà a scardinare l’insopportabile ed insostenibile muro di omertà, menzogna e manipolazione di quella situazione, chiave di volta per la pace e la stabilità mondiali, saremo soggetti a qualsiasi nefandezza e crimine “legalizzati”.
    Se riuscirò ad imbarcarmi con la prossima Freedom Flottilla spero di riuscire a dare il mio piccolo contributo in quel senso. Portando nel cuore e nella mente gli esempi più luminosi e totalizzanti come quelli di Rachel Corrie e Vittorio Arrigoni.
    Ciao, Franco

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