Altra puntata del romanzo “nuovo soggetto politico”: a Bologna seminario dei movimenti ecologisti e civici.

9 aprile 2011 in Articoli, Chi siamo, Democrazia Diretta, Politica, Senza categoria

Dopo aver pubblicato il programma del seminario che si sta svolgendo oggi sabato 9 e domenica 10 aprile 2011 a Bologna, aggiungiamo questa riflessione di Pino Strano, dei Democratici Diretti e RETE DEI CITTADINI.

di Pino Strano Democratici DirettiRETE DEI CITTADINI
Da un pò di mesi si va estendendo la consapevolezza della necessità di coordinare le forze e i movimenti diffusi, i mille gruppi piccoli e anche piccolissimi che si impegnano su mille tematiche che al di là delle ideologie ma con valori forti, sono accomunati dal desiderio di contare. Questi sfuggono alle logiche degli schieramenti. Anzi rifuggono proprio persino anche la semplice ipotesi di rapporti politici, anche solo strumentali o tattici, con la “casta”. L’idea che si fa strada è che bisogna coordinarsi per evitare che come al solito, tutte queste energie e intelligenze e saperi e generosità poi, al momento delle elezioni, vengano strumentalizzate dall’ipocrisia di turno, oppure devono ridursi a mendicare una rappresentanza politica ai partiti o rinunciarci del tutto nell’impotenza astensionista.

E’ ormai chiaro che dalla casta non puo aspettarti che essere usato. E che sia chiaro che il termine “casta” include TUTTI gli attuali partiti rappresentati in parlamento, ma anche alcune forze esterne ad esso, che tuttavia ne mutuano la struttura accentratrice di potere nelle mani di pochi o anche uno solo, in forza di una supposta necessità organizzativa, o di aumento delle probabilità di vittoria, legate alla visibilità di questo o quel guru o al ritorno a vecchi metodi vetero leninisti. En passant mi chiedo cosa realmente vincerebbe in quel caso?

E’ chiarissimo, per me, che il male non sono i partiti in sè, ma il sistema piramidale accentratore di potere. Quindi ecco evidente la necessità di dare luogo a qualcosa di diverso.

Non mi frega nulla del nome. Nel caso non avrei nemeno paura della parola partito. Perchè il punto non sta là, ma nel modo di organizzare la democrazia interna e il controllo democratico dell’organizazzione da parte dei suoi membri. Questo qualunque forma e scopo politico abbia l’organizzazione. Elettorale o meno che sia.

Io non credo alla possibilità di creare un nuovo soggetto politico, che non abbia risolto tutti i punti necessari ad evitare la ricreazione di una struttura che poi risulti nei fatti ancora una volta non trasparente e non piramidale. E in questo senso il modo in cui la si costruisce è cruciale. Non può essere imposto da pochi. Nemmeno se questi pochi avessero anche ragione. Deve essere il frutto di una costruzione e di una maturazione ampia, collettiva.

Credo piuttosto che vada oggi, come in futuro, salvaguardata la bio-diversità politica. Perchè questo è presupposto della democrazia: la diversità delle idee. Questo non significa solo chiamarsi “diversi”. Significa che quanto più inclusivi saremo capaci di essere tanto meglio sarà. Pertanto forse nemmeno si tratta tanto di costruire un nuovo soggetto politico, ma un nuovo oggetto politico. Cioè uno strumento, che non pretenda rinucia di specificità e/o adesione a una visione dettagliata e totalizzante. Uno strumento che possiamo cominciare a costruire con un paio di scopi concreti e molto importanti: il primo, una rete efficiente e strutturata di coordinamento per organizzare il sostegno ai referendum. L’altro, costruire una lista civica nazionale che abbia lo scopo di conquistare rappresentanza politica da mantenere sotto il controllo dei cittadini (non del nuovo soggetto politico), che vogliono partecipare a questa costruzione. Cui contribuiscano diversi soggetti politici e singoli. Lista governata secondo principi democratici (diretti) che diano, ai singoli cittadini partecipanti, il governo della rappresentanza politica che riuscirà a esprimere. Questa è la lista partecipata: un modo per esercitare la propria sovranità non solo al momento del voto referendario o alle elezioni politiche, ma durante tutto l’arco della legislatura.

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3 risposte a Altra puntata del romanzo “nuovo soggetto politico”: a Bologna seminario dei movimenti ecologisti e civici.

  1. Perfetta l’analisi di Pino, da un po’ di tempo infatti c’è un grande movimento nell’area “teoricamente” antagonista alla CASTA, però molto spesso vengono riproposti gli schemi della “vecchia politica”, gli stessi schemi che hanno già fallito in passato ed dimostrano nel presente tutta la loro inattualità. Questi soggetti politici autoreferenziali, che pretendono in virtù di chissà quale investitura popolare di rappresentare la gente ed invece rappresentano solo sè stessi, sono nient’altro che il riproporsi delle solite logiche partitiche e partitocratiche.
    L’idea della LISTA PARTECIPATA, idea di Democrazia Diretta che la RETE DEI CITTADINI ha fatto propria, è l’unico modo di scardinare la “vecchia politica” e di far tornare TUTTI I CITTADINI al centro della politica.

  2. sto sperimentando sulla mia pelle (lista RdCxAprilia)la metamofosi della casta che ,a dispetto del nome,è tutto meno che “casta”ovvero pura.NOi stiao in una maggioranza apparentemente apartitica ma,più il tempo passa,più la maggioranza diventa esclusiva anzichè inclusiva e aperta .Come dice Pino è essenziale la biodiversità politica e soprattutto la fantasia e la libertà dei gruppi.
    Auguro un buon lavoro ai seminaristi .
    P.S.comunque non si molla e si resiste anche a costo di passare per ingenui e naif.

  3. Notizie da Bologna?

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