Esiste la democrazia?

2 gennaio 2011 in Appelli, Parliamone insieme, Politica, Scelti per voi, Video

di Niccolò D.

Quando la Sovranità, pur appartenendo formalmente al popolo, è esercitata da pochi che si dividono le poltrone del potere, non si può parlare di Democrazia ma di Oligarchia.

In un regime oligarchico, si tende a indottrinare il popolo per mezzo dei media controllati da pochi. Si induce a pensare che siamo in democrazia, quando in effetti la democrazia non esiste. Deve apparire che vi siano la libertà d’informazione, la possibilità di voto, le primarie per l’elezione dei rappresentanti di partito e così via, cosicché il popolo s’illuda di essere in democrazia senza rendersi conto che dietro ogni apparenza si nascondono trucchi anche sofisticati. Il popolo deve sperare in un messia di turno, un super-uomo in grado di risolvere tutti i problemi, in un ente politico tanto potente da essere percepito come sovrannaturale, così da evitare di mettere in moto tutto ciò che aiuta a realizzare la vera democrazia.

Dal momento che in un sistema democratico solo a parole non risulta necessariamente che la politica faccia gli interessi del popolo, sorge il dubbio: la vera democrazia è mai esistita? La “democrazia” etimologicamente è “potere del popolo”, quindi dipende dal popolo stesso esercitarla: se il popolo è composto da sudditi, non esiste democrazia. In origine, la sudditanza era un obbligo del suddito di rispettare la volontà del sovrano. Nelle democrazie, dove per Costituzione il popolo è Sovrano, tale obbligo non esiste, mentre esistono diverse tecniche non impositive, ma attraenti, che mirano a non far pensare, assuefanno il popolo alle decisioni prese da altri e ne circoscrivono le scelte, cosicché il popolo sovrano diventa di nuovo suddito, anche se inconsapevolmente. Se consapevolmente, vi sono comunque tecniche per indurre la rassegnazione. In una democrazia vera non esiste la sudditanza come non deve esistere la rassegnazione. L’oligarchia, per soggiogare il popolo, alimenta tutto ciò che induce sudditanza, sopratutto attraverso i mass-media asserviti, e rassegnazione mediante l’esercizio senza regole del potere, bloccando altresì gli strumenti che facilitano la vera democrazia.

I primi passi verso la vera democrazia coinvolgono la consapevolezza su tutto ciò che rende il popolo, noi tutti, suddito e la determinazione delle attività volte a debellare l’indottrinamento ricevuto che induce sudditanza o rassegnazione.

Fonte: Esiste la democrazia?

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3 risposte a Esiste la democrazia?

  1. Non c’è dubbio che la Democrazia sia un sistema imperfetto. Nel secolo scorso è fallita in oltre settanta stati (R. Dahl). L’Italia sta progressivamente subendo la stessa sorte. Il problema della Democrazia nel mondo di oggi è poter equilibrare la Democrazia diretta con la Democrazia rappresentativa, tenendo presente che i cittadini sono “sovrani”, e non le istituzioni poste a priori quali ASSOLUTI dell’ordine sociale imposto con la forza dello stato.
    Il problema, come sempre, è indicare lo strumento dell’equilibrio delle due forme di Democrazia. Da parte mia credo di averlo trovato nella “democrazia federale” in quanto fondata sul “contratto politico commutativo” come dominante dell’ordine sociale.
    Parole oscure per molti, che prima o poi dovranno diventare chiare per tutti, pena il ritorno ad un sistema di AUTORITA’ come insegna la storia.

  2. Come sai, caro Paolo, per me sono un po’ meno “oscure”.
    Progressivamente la RETE DEI CITTADINI sta andando verso un modello che è simile a quello che dici tu. Ci stiamo arrivando progressivamente, attraverso l’esperienza. Forse una “democrazia federale” frutto di una vita vissuta ha più possibilità di attecchire proprio perchè non calata dall’alto, ma masticata un pezzo per volta

  3. Caro Niccolò, che il popolo sia incosapevole suddito ho i miei dubbi.
    Un tempo eravamo tutti sudditi, con l’aumento e una maggiore diffusione della cultura è aumentato anche il numero delle persone realmente consapevoli però è un numero che non permette ancora una reale democrazia e di esempi che facciano comprendere quanto le persone siano assoggettate sono tantissimi e qui non penso sia il caso elencarli.
    Un tempo eravamo schiavi e oggi la condizione è solo modificata ma sempre schiavi siamo.
    Chi più chi meno, molti provano a modificare la situazione attuale, l’unico vero cambiamento può venire solamente da una vera e diffusa consapevolezza priva di violenza, con regole che siano guidate esclusivamente dal non voler arrecare ad altri i danni che non si è disposti a subire e ciò porta tutti noi a contraddizioni con le quali dobbiamo combattere costantemente ma allo stesso tempo ci dobbiamo riconciliare con queste stesse contraddizioni per non essere sopraffatti tanto da fermarci.
    Io certe condizioni faccio di tutto per modificarle nel mio modo di vivere, cerco anche di coinvolgere più persone possibile a ragionare con la propria testa ma queste stesse persone non sono disposte a modificare il proprio status se non in meglio e per meglio intendo la possibilità di possedere di più, io stesso, pur apprezzando alcune modalità, non trovo il coraggio di seguirle personalmente, modalità che portano a vivere in comunità, purtroppo isolate, dove gli individui fanno parte di una situazione che tenta di sganciarsi dal potere centrale, ad esempio rendendosi autonoma per quanto riguarda l’energia e il denaro.
    Cerchiamo di creare sistemi di rappresentanza diversi da quelli che ora ci governano senza tener conto che coloro che ci vanno rappresentando, pur seguendo le nostre idee, una volta entrate nel sistema devono sottostare a compromessi continui se non addirittura si tratta di persone che ci fanno credere di seguire le nostre idee solo per avere accesso alla stanza dei bottoni, per quanto con ruoli marginali, per poi passare al “nemico” e anche qui gli esempi si sprecano.
    Non sono pessimista a priori, anzi confido nell’uomo e cerco di dare forza ai progressi che via via si ottengono, per quanto riguarda la democrazia invece, sono convinto che esista, viviamo in democrazia in quanto viviamo un mondo che le persone vogliono, la maggior parte delle persone vuole questo mondo e vota affichè le modalità che lo gestiscono si perpetuino senza intaccare la possibilità di possedere sempre più oggetti a discapito della dimenticata possibilità di possedere se stessi. E’ vero che se non ci fosse chi propone certi modelli e vero anche che chi questi li propone se non hanno seguito ne propone altri, in pratica, se vero che ci propinano il “Grande fratello” è anche vero che se non avesse successo cambierebbero trasmissione così come infatti succederà quando le persone si saranno stufate di questa trasmissione, solo che succederà non per acquisita consapevolezza ma per noia dovuta alla lunga e perdurante ripetizione.
    Non so se mi sono capito.
    Un abbraccio

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