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6 grammi di “maria” e sei spacciatore!

2 febbraio 2013 in Articoli, Campagna sensibilizzazione

Dentro la Cup e …fuori!
da ASCIA

Il nome è di fantasia, ma la storia è vera.

Marco ha 21 anni, è partito il venerdì mattina da una città del nord, insieme a due coetanei, per partecipare alla Sesta Edizione della Cannabis Cup, che si sarebbe tenuta in serata, in un celebre e autorevole Centro Sociale della Capitale, il Forte Prenestino, da sempre coraggiosa avanguardia del Fronte Antipro.
Appena sceso dal treno, Marco va al bancomat più vicino e preleva 100 euro che gli vengono erogati in 5 banconote da 20.

Tutto sembra procedere bene, il viaggio è andato ok, il treno è arrivato in orario, i soldi per una pizza e per pagare una sistemazione per la notte ci sono, manca solo di prendere l’autobus che finalmente li porterà a vivere un’avventura programmata da mesi, ma …la legge Fini-Giovanardi è sempre in agguato come il lupo di Cappuccetto Rosso e così, senza alcun motivo che giustificasse la decisione di due poliziotti se non la voglia di volergli rovinare la giornata e forse un periodo della loro esistenza, i tre vengono fermati mentre si recavano verso la fermata dell’autobus e vengono invitati a svuotare le tasche e gli zainetti.

Lo zelo e forse anche l’olfatto dei due agenti viene premiato, perché dalla perquisizione escono fuori ben 6 grammi di marijuana, quanto basta per far diventare un ragazzo più che normale, un presunto e incallito spacciatore!

“Sembra che hai già venduto 5 dosi eh?” gli dice uno dei poliziotti sventolandogli davanti al naso le 5 banconote fresche fresche di bancomat e i soldi gli vengono sequestrati come presunto provente dell’attività di spaccio!

Mentre gli amici sono costretti ad una lunga e preoccupante attesa, Marco viene accompagnato in caserma, sottoposto ad ulteriori, approfondite e umilianti perquisizioni corporali e invitato a firmare un verbale in cui gli vengono comunicate le incriminazioni a suo carico e nel quale per fortuna fa scrivere che l’erba trovata nel suo zainetto era sua e per il suo solo uso.

In attesa della decisione dell’Autorità Giudiziaria, Marco viene rilasciato ed è costretto a passare la notte tra angoscia e preoccupazione, esattamente l’opposto di quanto avrebbe voluto vivere quella sera.

Il giorno successivo, prima di ripartire per la sua città, Marco decide però di non rimanere in balia degli eventi e ritorna al Forte, dove c’eravamo anche noi di ASCIA e ci racconta la sua storia, l’ennesima che siamo stati costretti ad ascoltare in questi lunghissimi sette anni di  legge Fini-Giovanardi.
Inutile dire che l’avvocato Simonetti ha preso immediatamente sotto la sua tutela il ragazzo e ora non ci resta che sperare che anche quest’ultima vittima della  legge Fini-Giovanardi, sia tra quelle che riescono a uscire indenni dalla cattiveria espressa dalla legge più liberticida d’Europa.

Ma soltanto poche ore prima avevamo avuto una comunicazione dalla moglie di un nostro associato, al quale, durante l’ennesima ed inutile perquisizione, erano state trovate alcune piante indoor che coltivava per uso terapeutico e a cui invece è stato contestato il presunto reato di coltivazione finalizzata allo spaccio!

E se loro non abbassano la guardia, noi non possiamo essere da meno e queste due notizie, semmai ce ne fosse stato bisogno, ci hanno ancor più stimolato a studiare tutti i modi possibili per alzare il tiro, per arrivare nel più breve tempo possibile a chiedere a gran voce e in tanti, la fine di questa inutile persecuzione.

Nei giorni in cui si è svolta la Cup, si sono tenute due riunioni di ASCIA, una del direttivo, nella quale sono state definite le priorità di azione in questo periodo pre-elettorale e delle quali vi informeremo in tempo reale, e l’altra insieme ai rappresentanti di molte componenti del Fronte Antipro, dove ogni associazione ha illustrato i progetti in corso e possiamo promettervi che qualche “sorcio verde” quest’anno glielo faremo vedere!

Un ringraziamento a tutti i soci e simpatizzanti ASCIA che sono venuti a trovarci, all’avvocato Simonetti, che a seguito della presentazione del “3° libro bianco sulla  legge Fini-Giovanardi” a cura dell’associazione Antigone, ha edotto e informato l’assemblea sulle nuove linee di difesa elaborate dal suo Studio a tutela dei consumatori e coltivatori in proprio, ma soprattutto un grazie particolare ai ragazzi del Forte, agli organizzatori della Cup e ai CannaPionieri, che con il loro coraggio, determinazione e coerenza, continuano a far vivere uno dei maggiori simboli e momenti della Resistenza antiproibizionista.

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2 risposte a 6 grammi di “maria” e sei spacciatore!

  1. TUTTE le sostanze psicotrope dovrebbero essere valutate ed esaminate secondo un comune criterio scientifico. Non è ammissibile che certe sostanze siano legali mentre causano danni più gravi di altre che sono illegali. Queste sostanze vanno sottratte al controllo della criminalità organizzata e non. Poichè l’illegalità non riduce affatto l’uso. Lo rende solo meno contrastabile e ne fa un pozzo di san patrizio per i criminali e innalzando i costi, al danno alla salute aggiunge l’induzione ai comportamenti criminali per recuperare le risorse.
    L’esperienza che dovrebbe valere come esemplare è il proibizionismo dell’alcool negli USA. Non fermò il fenomeno dell’abuso e dell’alcolismo. Anzi, paradossalmente aumentò. La salute degli alcolisti peggiorò, perché la qualità era pessima e senza controllo. La criminalità, con i proventi dell’alcool, ebbe uno sviluppo poderoso. Allora BASTA, con il perbenismo irrazionale e stupido.

  2. Con il proibizionismo negli u.s.a, dal 1919 al 1933, delinquenti come, albert anastasia, la famiglia genovesi, più nota come corleone, dal padrino, lucky luciano e al capone hanno fatto affari d’oro. Esemplificante, più degli altri è la storia di al capone, questo individuo, finché che stato il proibizionismo, ha potuto pagare la municipalità Chicago, era nato a New York, ma si trasferì la per eseguire gli ordini di jmmy torrio (altra brava persona), fino al sindaco, politicanti nazionali, poliziotti e giurati, uscì per questo indenne, dopo averla commissionata, dalla nota strage di S. Valentino, data scelta appositamente per al quel giorno era a Miami.
    Furono uccise sette persone, tutti i cadaveri avevano almeno 50 perforazioni da proiettili. Finito il proibizionismo perse potere e andò in galera per le tasse.
    Le similitudini tra il proibizionismo per gli alcolici e quella per i cannabinoidi sono molte.
    Quante stragi ci sono annualmente in zone di spaccio come Scampia

    giovannardi, nonostante il referendum, l’ha fatta condannare
    così il gemello con le comunità può lucrare
    intanto aumentano i carcerati
    e i luoghi di pena sono sovraffollati

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