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RIFIUTI: tutta colpa nostra!

9 dicembre 2011 in Ambiente, Economia, Riflessioni, Scelti per voi

di Tommaso Orazi, RETE DEI CITTADINI

Riflessione sulla “questione rifiuti” nata da alcune domande ricevute da Jules Benveniste, caporedattore dei giornalisti Nell’erba ® pubblicata sul network di giornalismo indipendente OpenJournalist.

Con la tecnologia e la conoscenza di oggi dovremmo riuscire a risolvere qualsiasi problema ma evidentemente la quasi totalità dei politici al potere, invece di preoccuparsi del benessere della collettività, agisce per favorire gestioni centralizzate e speculazioni su servizi e beni essenziali come cibo, acqua, energia e rifiuti. Le emergenze vengono create con il supporto dei mass-media per manipolare l’opinione pubblica e giustificare interventi politici impopolari e spesso nocivi a favore di gestori monopolisti. I costi per la gestione e lo smaltimento rifiuti gravano pesantemente sui bilanci comunali e portano spesso le amministrazioni a dover tagliare i servizi sociali.

Per ovviare a ciò non ci resta che sottrarre la “nostra merce” agli speculatori. E’ semplicissimo! Possiamo limitare i rifiuti domestici di un intero anno in appena due sacchetti di indifferenziato, un contenitore di plastica e due di carta/cartone, qualche barattolo di metallo e qualche coccio di vetro.. come sono riuscito a fare personalmente senza particolari difficoltà.

Ho iniziato conferendo l’organico in una compostiera da balcone autoprodotta per poter analizzare meglio la parte rimanente. Facendo la spesa con maggiore attenzione sono riuscito a limitare prima l’acquisto di imballi non riciclabili (indifferenziato) e poi quelli riciclabili (plastica e cartone) per orientarmi man mano verso prodotti sfusi (bevande, cereali, legumi, detersivi, ecc.) o con imballi riutilizzabili come il vetro. Mi diverto con l’autoproduzione ed evito volentieri i supermercati per cercare prodotti più genuini a minor costo e impatto ambientale presso produttori locali e gruppi di acquisto solidale.

Alcune iniziative utili per limitare la produzione dei rifiuti sono BERE COMUNE, MILKMAPS, PORTA LA SPORTA, Freecycle Network™, Mercatini del Riuso e del Baratto e l’Arte del riuso creativo. L’autoproduzione si può imparare partecipando ai corsi dell’UNIVERSITA’ DEL SAPER FARE mentre acquisti più consapevoli possono essere praticati attraverso la RETE GAS.

Siamo tanti volontari ad operare nei comitati e nelle associazioni per opporci, tra le mille difficoltà, alle scelte nocive imposte dalle istituzioni. Sarebbe molto utile che ci impegnassimo prima di tutto – in prima persona – nella gestione sostenibile dei nostri rifiuti per diventare esempi contagiosi per le comunità.

L’intervista è stata integrata nell’inchiesta: Malagrotta, un tira e molla di 30 anni a discapito dell´ambiente
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7 risposte a RIFIUTI: tutta colpa nostra!

  1. sono sempre stata convinta che se TUTTI quelli che si lamentano, che vogliono una gestione dei rifiuti diversa si impegnasserò a limitarne al massimo la propria produzione, qualche discarica e inceneritore in meno ce l’avremmo. ma purtroppo tra il dire e il fare rimane sempre il mare.. di immondizia!

  2. Ottimo articolo pieno di spunti interessanti! Confermo parola per parola quanto scritto da Tommaso ed aggiungo, da donna e da mamma, che l’uso di assorbenti e pannolini lavabili ridurrebbe da solo il 10% di conferimento in discarica di rifiuti

  3. sottoscrivo anche le virgole!

  4. ottima riflessione, dobbiamo diffondere l’idea che prima di differenziare e riciclare, dobbiamo ridurre! grande tom:)

  5. Mi associo al 100% a quanto detto nell’articolo. Ho scritto in proposito che:
    1) si dovrebbero insegnare nelle scuole (tutte!) i grandi vantaggi della differenziazione.
    2) gli attori principali dello smaltimento (a Roma AMA) dovrebbero limitare i cassonetti “verdi” ed aumentare quelli della differenziata (quelli blu, che sono sempre stracolmi ed invitano i cittadini a buttare i rifiuti differenziati nei cassonetti verdi) e magari facendo ogni tanto qualche controllo.
    Grazie per l’evidenza che date all’argomento. E noto che i paesi “civili” usano i rifiuiti per ottenere vantaggi, non discariche o inceneritori, i cui danni non sono facilmente misurabili, ma sono certamente enormi.

  6. che esempio posso dare a quei quattro stronzi che tutte le sere portano il cane a fare i propri bisogni sotto casa mia?

  7. enza ha detto 23 marzo 2012

    Se la tua non è una strada privata, puoi chiedere l’intervento dei vigili urbani. Purtroppo per gli animali che portano a spasso i cani, non servono esempi ma una sola multa gli insegna molto di più di tanti discorsi di educazione civica.

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