Il cellulare come il caffè

30 novembre 2011 in Articoli, Riflessioni, Salute

 di Manolo De Agostini
La Sanità italiana risponde a Report sulle onde dei cellulari
Il Consiglio Superiore di Sanità emette un comunicato stampa sulla questione delle onde elettromagnetiche emesse dai cellulari. Stranamente senza mai citare l’inchiesta di Report. In buona sostanza ribadisce la posizione dell’OMS e preannuncia una campagna informativa.

Il Consiglio Superiore di Sanità risponde a Report. Una presa di posizione indiretta, che arriva a stretto giro dall’inchiesta svolta dal team di Milena Gabanelli. Un comunicato stampa di due paragrafi, in cui non si cita mai il programma, ma si parla del tema della puntata: la pericolosità delle onde elettromagnetiche emesse dai cellulari. Il CSS è un organo consultivo tecnico-scientifico del Ministro delle Salute, il professor Renato Balduzzi, incaricato da neo-governo presieduto da Mario Monti.

“Il Consiglio Superiore di Sanità ha affrontato la questione dei rischi potenziali di uno smodato uso di telefoni cellulari nella seduta del 15 novembre. In linea con gli studi dell’Agenzia Internazionale della ricerca sul cancro (IARC) e in accordo con l’Istituto Superiore di Sanità, il Consiglio superiore rileva che non è stato finora dimostrato alcun rapporto di causalità tra l’esposizione a radio frequenze e le patologie tumorali”.

“Tuttavia le conoscenze scientifiche oggi non consentono di escludere l’esistenza di causalità quando si fa un uso molto intenso del telefono cellulare. Va quindi applicato, soprattutto per quanto riguarda i bambini, il principio di precauzione, che significa anche l’educazione a un utilizzo non indiscriminato, ma appropriato, quindi limitato alle situazioni di vera necessità, del telefono cellulare. Il Ministero della Salute avvierà una campagna di informazione sulla base delle ultime relazioni degli organismi tecnico-scientifici per sensibilizzare proprio a tale uso appropriato”.

Per cui la questione rimane aperta, con la pericolosità dei telefonini classificata a livello 2B dall’OMS, la stessa del caffè. La posizione è più ambigua che mai. Non è stata dimostrata casualità, ma non si può escludere. E cosa vuol dire uso molto intenso? 20 minuti? Un’ora, tre ore?

Nel frattempo, meglio educare i bambini a un uso moderato del telefonino. E dove non arrivate voi, arriviamo noi con una serie di pubblicità informative. E per dire cosa? Abusare di qualsiasi cosa è sbagliato, ma non abbiamo visto campagne contro il gelato, che se ingerito in grandi quantità facilita l’obesità infantile.

Insomma, un comunicato che probabilmente non fa altro che alimentare il dibattito su come in oltre 20 anni di presenza sul mercato non si sia arrivati a una posizione chiara sulla presunta pericolosità dei telefonini. Un complottista potrebbe chiedersi perché muoversi in questo modo, per dire cose già note, e in sostanza tutto e niente. Quasi si avesse paura di quanto mostrato da Report (ma senza andare allo scontro).

Di certo l’intento era un altro, cioè evitare l’effetto psicosi di cui abbiamo parlato ieri, e chiarire come stanno le cose ufficialmente. Chi aveva dubbi continuerà ad averli, come sull’effetto di altre onde, dal Wi-Fi a quelle emesse dagli apparecchi di elettronica di consumo. Chi invece sa che non può fare a meno del cellulare, magari lo userà con maggiore diffidenza e qualche precauzione in più (auricolare).

LETTURA CONSIGLIATA:
Elettrosmog, di Stefano Montanari

http://www.vitalmicroscopio.net/2011/11/elettrosmog/

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