CHEMIO, MALATTIA INCURABILE?

7 ottobre 2011 in Campagna sensibilizzazione, Riflessioni, Salute, Video

di Cristina Cattaneo
“…Si può guarire dal Cancro, ma non dalla CHEMIO : su… CINQUANTA malati di Cancro, che decidono di curarsi con la CHEMIO, soltanto UNO di loro sarà ancora vivo dopo soli CINQUE anni dalla prima CHEMIO…”

Secondo l’autore del presente lavoro, l’impiego dell’Aloe arborescens e di altre vitamine controindica totalmente qualsiasi impiego, anche limitato, della Chemio-Terapia, data l’ampia dimostrazione, in letteratura medica, del suo fallimento in terapia anti-neoplastica (Tabella 2b). Si ritiene pertanto che nessun paziente, se già sottoposto a CH.T, debba essere sottoposto alla lunga,complessa e impegnativa multi-terapia descritta in questo lavoro, poiché l’impiego della Chemio-Terapia toglie qualsiasi valenza curativa sia alla Immuno-Terapia (vedi cap.4), che alle altre forme terapeutiche considerate in questo lavoro (Bio-Chemioterapia, Fito-Lisi terapia, etc..) Ciò vale anche nel caso di Chemio-Terapia a basso dosaggio somministrata per bocca.
Il Giuramento d’Ippocrate fa espressamente divieto di somministrare “veleno” al paziente, anche se richiesto dall’ammalato stesso (vedi Giuramento d’Ipocrite).
Qualsiasi forma di Chemio-Terapia causa un danno irreparabile alle condizioni fisiche di coloro che si espongono all’azione di questi ”farmaci cito-tossici” che entrano nel circolo sanguigno tramite iniezione e/o fleboclisi endovenosa (oppure per assorbimento indiretto dallo stomaco o dalla mucosa intestinale).
Questo tipo di trattamento è quindi diverso dalla Chirurgia o dalla Radio-Terapia, che concentrano invece i loro effetti su punti o aree specifici del corpo umano (terapie “mirate”).
Negli ospedali si fa ricorso alla Chemio-Terapia quando c’è la possibilità che le cellule tumorali possano essere presenti in altre zone dell’organismo oltre alla sede del tumore primario. Ma raramente la Chemio-Terapia garantisce un periodo di sopravvivenza di almeno 5 anni, indicato impropriamente come ”periodo di cura”.
La Chemio-Terapia, in genere, arresta temporaneamente l’anomala crescita cellulare, oppure può alleviare il dolore per qualche tempo, o allungare di poco il tempo di sopravvivenza.
Ciò vale anche nel caso di Chemio-Terapia a basso dosaggio somministrata per bocca: la somministrazione orale di queste pastiglie ha delle gravissime conseguenze, poiché il sistema immunitario a livello gastro-intestinale è il più sviluppato di tutti, dato il carico antigenico a cui l’organismo viene esposto: la superficie cutanea è infatti soltanto di 2 metri quadrati, la superficie polmonare è di 80 metri quadrati, mentre la superficie gastro-intestinale raggiunge i 300 metri quadrati.
Il sistema immunitario gastro-intestinale, essendo estremamente sviluppato, giustifica l’azione di molte vitamine date per via orale allo scopo d’indurre una immuno-stimolazione specifica o aspecifica verso particolari antigeni naturali presenti in alcune specie di piante (vedi cap.9), ma spiega anche la sua estrema vulnerabilità alla stessa chemioterapia, poichè questa conduce ad una graduale alterazione dei tessuti della mucosa intestinale (soprattutto del colon) a causa della morte dei linfociti presenti nei linfonodi mesenterici, nelle Placche di Peyer, nella Lamina propria. Questa alterazione determina non solo la graduale alterazione della funzionalità del tessuto linfatico presente sulla mucosa intestinale, ma anche il graduale blocco delle strutture linfoimmunitarie poste a distanza, con loro successivo esaurimento funzionale.
Vi è infine un’ultima considerazione in merito alla incompatibilità d’impiego della Chemio-Terapia successiva o contemporanea alle terapie multi-vitaminiche e dietetiche descritte in questo libro: se noi consideriamo il Cancro e tutti gli altri tipi di tumore come patologie che insorgono a causa di una carenza multi-vitaminica, e la cui cura, descritta in questo libro, risulti essere pertanto costituita sostanzialmente da un apporto costante e continuo di migliaia di vitamine (vedi anche cap. 1, 3, 5, 8 e 9), risulta pertanto illogico la somministrazione di sostanze anti-vitaminiche (che caratterizzano la “chemio”): è come se il Cancro, visto come un “iceberg” di degenerazione cellulare nato, cresciuto e sviluppatosi su un pabulum di acidosi, avitaminosi cronica e di intossicazione cronica del soggetto in esame, potesse essere sconfitto da una semplice somministrazione ulteriore di sostanze tossiche e anti-vitaminiche, soltanto perché capaci, queste ultime, di uccidere tutte le cellule in replicazione, comprese anche quelle tumorali….
Raramente si può parlare di” remissione”: dati bibliografici (749,750, 1360-1364) riferiscono percentuali di riuscita in meno dell’1% in caso di cancro del pancreas, del 3% in caso di cancro al fegato, del 7% in caso di cancro dell’intestino…..
Nel 1986, sul British Medical Journal, Kearsley prendeva in considerazione il cancro in fase avanzato del polmone, dell’intestino, della mammella, della prostata, della testa e del collo, della vescica, quello endometriale e infine quello pancreatico, dimostrando già allora il sostanziale fallimento di questo approccio terapeutico, essendo la Chemio-Terapia curativa solo nel 5,9% dei casi su oltre 785.000 casi studiati, e nel 13% di tutti i casi di cancri (356.250) considerati “curabili (206)[Kearsley J.H.: Cytotoxic chemotherapy for common adult malignancies: “the emperor’s new clothes” revisited, British Medical Journal, Vol. 293, 1986, pp.: 871-876].
Esistono circa 60-70 farmaci citotossici in commercio in tutto il mondo.
Per l’Italia i nomi commerciali sono riportati in tabella 2a (elenco parziale): alcuni di questi veleni causano meno problemi di altri come: insonnia, spossatezza, diarrea, alopecia, stomatite, leucopenia, piastrinopenia, anemia, nausea, vomito…
Questi sono gli effetti collaterali immediati e conosciuti perchè visibilmente riscontrabili. Ciò di cui raramente si parla sono gli effetti più gravi e più duraturi, le cui conseguenze deteriorano profondamente la vita del paziente e il decorso stesso della sua malattia, rendendo inutili persino le terapie basate sull’immuno-stimolazione dei linfociti Natural Killer, sull’attività apoptosica e detossificante di estratti di piante mediche.
Questi danni profondi e irreversibili, di cui raramente si discute, sono i seguenti:
1) grave riduzione, stabile e duratura, del numero di particolari tipi e sottotipi di globuli bianchi, indispensabili alla risposta immunitaria specifica contro il tumore.
2) mutazioni cellulari di tipo somatico, con comparsa di altri tumori secondari e/o metastasi
3) mutazioni cellulari di tipo germinale (testicoli oppure ovaie), con comparsa di sterilità, aborti o di
bimbi malformati in quei casi di genitore sopravvissuto alla Chemio-Terapia e al Cancro.
4) accelerazione della crescita del tumore, anzichè una sua riduzione, con comparsa di resistenza
crociata del tumore ad altri veleni (pompa glicoproteica di membrana).
La Chemio-Terapia è quindi controindicata in maniera assoluta in qualsiasi forma di associazione
alla Immuno-Terapia.

La Chemio-Terapia è infatti gravemente depletoria soprattutto nei confronti dei linfociti, di cui è stata riconosciuta la buona capacità di identificazione e di distruzione di masse tumorali mediante Immuno-Terapia specifica anti-neoplastica (vedi capitolo 4).
Si può infatti affermare, secondo l’autore del presente lavoro, che saranno solo e soltanto le difese
immunitarie del paziente stesso a risolvere la patologia neoplastica, portandolo così ad una
completa guarigione dal Cancro.
La Chirurgia e la Radio-Terapia devono essere considerate soltanto come tecniche o metodiche
d’appoggio capaci di eliminare una certa quota della massa tumorale primitiva e delle sue metastasi, fermo restando che nessuna di queste due componenti deve essere considerata causa di guarigione finale del paziente dal tumore: l’eventuale ed effettiva guarigione del paziente dal proprio tumore dipenderà solo e soltanto dalla capacità delle difese immunitarie di riconoscere e distruggere in maniera selettiva e radicale il tumore stesso. L’Immuno-Terapia nega pertanto alla Chemio-Terapia qualsiasi valenza curativa e di guarigione nei confronti del tumore.
Si può pertanto affermare che è stato già dimostrato in letteratura medica il fallimento sostanziale
della Chemio-Terapia per quasi tutte le forme tumorali la Chemio-Terapia riduce la massa tumorale, sia pure al gravissimo prezzo di arrecare danni estesi a tutti gli organi e ai tessuti del paziente, determinando: insufficienza midollare (con la conseguenza di infezioni e di caduta di difesa immunitaria contro il tumore stesso), insufficienza epatica e renale, possibile evoluzione in fibrosi polmonare con insufficienza respiratoria, danni cardiaci e ai vasi ematici, leucemie e cancri secondari in percentuale variabile.
In ogni caso, la ripresa neoplastica avviene quasi sempre, spesso caratterizzata da resistenza crociata delle cellule tumorali ad altri farmaci chemio-terapici, in cicli di Chemio-Terapia successiva di seconda o terza linea, fino ad essere definita alla fine, in termini del tutto inappropriati, “Chemio-Terapia di salvataggio”: in realtà una Chemio-Terapia finale e distruttiva, eseguita con farmaci chemioterapici di vario tipo, che non riescono mai a salvare il paziente, né tanto meno a condurlo a guarigione effettiva….”
PDF COMPLETO
http://www.scribd.com/doc/47361534/Maggio-2008-MillePiante-per-GuariredalCancrosenzaChemio-1
“Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sè non è forse sufficiente, ma è l’unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri.” Joseph Pulitzer
“Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre. Oriana Fallaci
LIBRO di Franco Berrino sull’alimentazione Preventiva e Curativa

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5 risposte a CHEMIO, MALATTIA INCURABILE?

  1. da M G
    “laura questa è una gran cazzata, fidati , anche pericolosa per chi non a più a che santi votarsi e finisce nelle fauci di spregevoli venditori di fumo e false speranza.
    buona invece la prevenzione sul cibo e sugli stili alimentari ;)
    .”

  2. da L.N io ci andrei cauto…con tutti i dubbi e le incertezze del caso…

  3. Argomento spinosissimo. Conosco molti malati di tumore che dicono: mi sono curato con la chemio e sono ancora vivo, perchè mi volete togliere una concreta speranza per qualche cura che non è ancora “certificata”?

    D’altra parte sappiamo che le statistiche sulla sopravvivenza dei malati di tumore sono “taroccate>” in quanto molte morti per tumore vengono rubricate con altre cause (tipo collasso cardiocircolatorio, ecc).

    Non sono un medico ma so per certo che la medicina ufficiale è molto lontana dall’aver trovato i veri meccanismi che sottendono ad esempio il fenomeno della metastasi. (avrebbe senso se le metastasi seguissero un tracciato logico, ad esempio, se colpissero tutti gli organi del sistema linfatico, ecc ecc, invece la metastasi colpisce, apparentemente, a caso, con modalità differenti e attualmente, inspiegabili).

    Mi intrigano le teorie del Dott. Hamer, che mettono in causa l’individuo nella sua totalità, e credo che se fossi malato, proverei questa strada.
    Secondo questa teoria I tumori sono una risposta dell’organismo ad un disequilibrio della persona. Cioè sono gli effetti e non le cause del male. Io la penso esattamente così, anche se non sono medico e non ho prove, ma solo conoscenza diretta di vari casi.

    Mi piace pensarla come Tiziano Terzani, che in uno dei suoi ultimi libri parla della sua ricerca sulle cure dei tumori (da malato). Ebbene, dopo essere stato curato per via chirurgica, con la chemio e da santoni e medici alternativi con cure le più varie, alla fine si domanda se sia stato più utile essere trattato con la chemio o aver utilizzato la medicina confezionata col piscio di vacca (che poi, in verità si rifiutò di bere).

    Più di un anno di ricerca, da malato, da giornalista e da uomo curioso, per scoprire che una risposta certa al cancro non ce l’aveva nessuno, o forse la risposta poteva venire solo dalla consapevolezza del malato.

    Più che giusto comunque avere un atteggiamento scettico riguardo all’universalità delle cure attuali sui tumori. Mi pare che, in questo campo, la medicina proceda a tentoni. Ma lasciamo ai malati la prospettiva di una possibile guarigione, in quanto una percentuale di guarigione c’è per tutti i tipi di tumore ed alcune volte si tratta di remissioni spontanee. Miracoli? No, semplicemente un “auto-assestamento” dell’organismo.

  4. una terapia alternativa, un documentario per riflettere!

    http://www.youtube.com/watch?v=n2Zwf9LZhRE

  5. Verissimo la chemio è un fallimento, mio marito è morto dopo 12 sedute di cisplatino…la risposta degli oncologi bastardi è stata la seguente….non ha retto la terapia. Se non l’avesse fatta sarebbe ancora vivo come mio suocero che l’ha rifiutata categoricamente. Stessa neoplasia del figlio eppure ancora in vita diopo 7 anni! Come si cura? Ascorbato di potassio, Aloe arborescens brasiliana , Germanio ed un team di naturopata molto capaci! Rifiutate la chemioterapia…morirete tutti…nessuno si salverà. Cancer USA dice che 3 medici su 4 negli States rifiutano la chemio, considerano tale terapia costosissima inutile. Simo milioni a non credere più nella buffonata della chemio…pagliacci, vigliacchi, dovreste essere condannati per GENOCIDIO. Per fortuna le persone si stanno svegliando e non credono passivamente a queste sciocchezze

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