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Lo stato non può essere sordo!

23 aprile 2014 in Appelli, Articoli, Campagna sensibilizzazione, Eventi, Salute, Salute da sergio

Comitato 16 novembre per i disabili gravissimi

Comitato 16 novembre per i disabili gravissimi

Rete dei Cittadini invita a sostenere questa iniziativa

I disabili gravissimi del COMITATO 16 NOVEMBRE dopo aver ripetutamente scritto al Governo e essendo, ancora una volta, rimasti inascoltati, saranno sotto il MEF, Ministero Economia e Finanze, via XX Settembre 97- Roma, il 6 maggio, in presidio permanente dalle ore 10.30.

Si chiede:
1) Convocazione del tavolo interministeriale (sanità, politiche sociali, economia), allargato a regioni ed associazioni, per la predisposizione di un Piano Nazionale per le Non Autosufficienze (PNNA), principalmente finalizzato al potenziamento della domiciliarità indiretta, alla garanzia ed esigibilità del diritto di scelta tra restare a casa o entrare in RSA, al riconoscimento del lavoro di cura del caregiver.

2) Immediato sblocco del Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza (FNNA) 2014 con ripartizione alle regioni mediante decreto di attuazione, rispettando criteri ed impegni assunti dal Governo: destinazione del 30% più l’aumento di 75 milioni per i disabili gravi e gravissimi.

3) Rivedere urgentemente la riforma dell’Isee, che rischia di penalizzare fortemente persone con disabilità e loro familiari. In particolare chiediamo che non vengano considerate nel calcolo reddituale anche tutte le prestazioni monetarie erogate dallo Stato o da Enti pubblici con finalità assistenziale, anche se esenti da tassazione. Se la riforma venisse applicata così com’è ridurrebbe la platea dei beneficiari delle prestazioni sociali. Infatti, quelle persone che ad oggi beneficiano di prestazioni assistenziali (pensioni, indennità e assegni) rischiano di non potervi accedere più perché paradossalmente il reddito computato risulterà più alto proprio a causa delle suddette prestazioni assistenziali.

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Esperienze di cambiamento a confronto. 29 aprile nei Castelli Romani

17 aprile 2014 in Economia, Eventi da tommaso

29aprileL’Italia e l’Islanda non hanno, a prima vista, molto in comune. Ma uno sguardo più attento rivela che sotto superfici così diverse vivono e fremono esperienze simili e complementari di cambiamento sociale, economico e politico. Ce le raccontano, martedì 29 aprile, Daniel Tarozzi e Andrea Degl’Innocenti, autori rispettivamente di “Io faccio così. Viaggio in camper alla scoperta dell’Italia che cambia” e “Islanda chiama Italia. Storia di un paese che è uscito dalla crisi rifiutando il debito”.

“Io faccio così” (Chiare Lettere, 2013), di Daniel Tarozzi, è una raccolta delle incredibili esperienze di cambiamento incontrate nel suo viaggio in camper di 7 mesi per tutta la penisola. Una voce fuori dal coro che mostra come, nonostante la crisi, ci sia un’Italia che reagisce, che non molla, che va avanti e crede nel futuro.

“Islanda chiama Italia” (Ludica e Arianna Editrice, 2013), di Andrea Degl’Innocenti, racconta invece la cosiddetta “rivoluzione silenziosa” islandese: un grosso movimento dal basso sorto in seno alla crisi che ha portato al rifiuto di socializzare un debito privato delle banche e alla cacciata della classe dirigente del paese.

L’evento unisce due racconti concreti di cambiamento, speranza, e successo. Le storie di un’Italia in fermento che silenziosamente, a dispetto della crisi (o forse partendo proprio da essa), riesce a cambiare e a tirar fuori le proprie caratteristiche migliori si mescolano ai racconti provenienti da un paese lontano come l’Islanda. Ne emergono punti di contatto imprevedibili, suggestioni e similitudini inattese.

L’incontro sarà un’occasione per presentare anche “Italia che cambia”, un nuovo progetto di editoria multimediale che i due autori portano avanti assieme ad un gruppo di professionisti del settore, con l’intento di raccontare e mettere in rete i protagonisti del cambiamento.

L’iniziativa, proposta da Italia che Cambia, Cantiere Ecologia e TribùLab, si apre alle ore 20 con aperitivo bio vegetariano presso la Casa delle Associazioni di Ariccia – Via Strada Nuova, 1.
Ingresso con contributo libero.

Per informazioni: Annalisa tel. 393 0041292 annalisa.jannone @ gmail.com

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Appello per Marina Velka senza fango

16 aprile 2014 in Ambiente, Appelli, Salute da sergio

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FIRMA LA PETIZIONE PER I CITTADINI DEL COMUNE DI MARINA VELKA! (VT)

Spett.le Governatore Nicola Zingaretti, la preghiamo di adoperarsi affinché la Regione Lazio esegua la sentenza del giudice e risarcisca gli alluvionati colpiti dallo straripamento del fiume Marta. Leggi il resto di questa voce →

Proposta di riforma del reato di immigrazione clandestina

5 febbraio 2014 in Politica, Riflessioni, Scelti per voi da antoniooliverio

 

Pubblichiamo la proposta di un simpatizzante veneto di RETE DEI CITTADINI, per una radicale riforma del reato di immigrazione clandestina:

Il reato di immigrazione clandestina non va abolito ma riformato. L’immigrato che arriva in Italia per la prima volta non deve essere considerato clandestino, un individuo che ha infranto la legge, ma deve invece essere considerato come una persona qualsiasi che non è a conoscenza delle leggi in vigore nel nostro Paese.

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Il caso giuridico si precisa, dunque, nell’impossibilità oggettiva di conoscenza della legge, poiché è realistico pensare che non vi sia stata approfondita pubblicità,al di fuori del territorio nazionale, degli atti legislativi prodotti dalla Repubblica italiana, che peraltro risultano mutevoli nel tempo. Dunque, si può ragionevolmente pensare che l’immigrato non sia a conoscenza dell’esistenza o meno di tale reato, di una sua eventuale modifica o abrogazione: non può essere condannato, per l’ignoranza oggettiva di cui non è responsabile. Fondata su tali presupposti, la presente proposta è molto semplice e permette non solo di togliere i barconi della morte e gli scafisti dai mari mediterranei, ma anche di reperire dei fondi che andrebbero allo Stato, invece che agli scafisti, e che servono proprio per coprire le spese di gestione dell’immigrazione. Nel dettaglio della proposta, si prevede che chiunque entri nel territorio nazionale abbia di diritto un visto della validità di due mesi, a patto che abbia con sé i propri documenti, attraverso il pagamento di una somma pattuita e uguale per tutti. Per coloro sprovvisti di documenti, dovrebbero essere previste altre forme di riconoscimento. E’ chiaro che se l’immigrato è irregolare come accade oggi , dovrà pagare lo scafista e alimentare il racket, ma se l’immigrato è regolare pagherà lo Stato italiano, ed egli avrà poi il suo permesso valido per due mesi. Si prevede la chiusura dei centri di permanenza temporanea e la sostituzione con le caserme in disuso, e lo Stato provvederà a dare vitto e alloggio fino alla scadenza del visto. Gli immigrati clandestini sarebbero liberi di muoversi all’interno del territorio circostante ma con obbligo di firma giornaliero. Inoltre, potrebbero usufruire di minicorsi informativi, che introdurranno i principi base della nostra Repubblica e delle nostre leggi, per far capire come funziona in Italia la richiesta di un permesso di soggiorno. Nel frattempo, lo Stato italiano chiederebbe conferma delle informazioni ricevute dallo Stato di provenienza dell’immigrato e compirebbe le verifiche del caso. Scaduti i due mesi, verrà indicato all’immigrato il luogo dove si trova l’ambasciata italiana più vicina all’interno del suo Paese di origine , dove poter mettersi in lista per il permesso di soggiorno, scattando il rimpatrio volontario tramite volo aereo o altri mezzi idonei. Se l’immigrato si rifiuta di rimpatriare, viene messo a conoscenza del rischio di reato di immigrazione clandestina a cui può andare incontro. Questo significherebbe non avere più immigrati che stracciano i propri documenti, che si bruciano i polpastrelli delle dita per evitare che vengano prese le impronte digitali, che si buttano in mare per paura di essere presi dalle autorità italiane.

Significherebbe anche fare informazione: gli immigrati, tornando nel luogo di origine, avrebbero modo di spiegare agli amici che qui non è così bello come viene dipinto loro e, anzi, che forse dove abitavano prima c’era magari aria non inquinata dalle PM 10, acqua senza il cloro, meno asfalto, e magari anche meno gomma Pirelli consumata, invisibile all’occhio umano lasciata giornalmente sull’asfalto e respirata da tutti ogni giorno.

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Discorso di fine anno del Presidente

31 dicembre 2013 in Appelli, Chi siamo, Politica, Riflessioni da sergio

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di Sergio Mazzanti, presidente RETE DEI CITTADINI

La fine dell’anno è sempre un momento utile per guardarsi indietro e riflettere sull’anno passato. Mi accingo anche io, in qualità di attuale presidente dell’associazione RETE DEI CITTADINI, di tentare un mio consuntivo, rimandando, in modo ironico se non sarcastico, al discorso dell’attuale presidente della Repubblica. Anche quest’anno mi risparmierò le sue perle di saggezza, visto che sono del tutto convinto che il nostro “amato” presidente non dirà una parola sulle cose che interessano o, quanto meno, dovrebbero interessare gli italiani: per esempio, per quale motivo la banca d’Italia è privata, perché il parlamento se ne frega delle proposte dei cittadini, perché si preferiscono “grandi opere” inutili e dannose come il TAV invece di tante piccole opere che aumenterebbero il benessere degli italiani invece del PIL, e tanto altro. Oppure ci potrebbe spiegare chi gli ha “suggerito” di nominare Monti senatore a vita, di fatto scegliendo lui il futuro primo ministro, contro i principi della costituzione di cui, in teoria, dovrebbe essere il garante. Per non parlare della sua seconda nomina a presidente, che definirei quanto meno “rocambolesca”. No, direi che ci possiamo un po’ tutti risparmiare l’ottavo (!!!) discorso di fine anno di uno dei presidenti d’Italia meno amati della storia… E magari dedicare qualche minuto al consuntivo annuale di una piccola associazione, ma piena di contenuti e ambizioni, come RETE DEI CITTADINI. Leggi il resto di questa voce →